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Una recente esondazione del fiume Akragas

Una recente esondazione del fiume Akragas

Abusivismo, le case costruite vicine ai fiumi a rischio sgombero e demolizione

Il ddl del Governo regionale ha ottenuto il "via libera" della Commissione ambiente, ma deve essere ancora esitato dall'Ars

Non è ancora una legge, ma è chiarissima fin dalle premesse: le case abusive costruite nei pressi di fiumi o di aree a rischio devono essere sgomberate, o i sindaci rischiano la rimozione. Un'ipotesi che interessa, e anche molto da vicino, alcuni centri della nostra provincia e in primis la stessa Agrigento.

Viale Emporium invasa dal fango: dopo una settimana si spala ancora

Il disegno di legge risale agli ultimi mesi del 2018 ed è stato inserito dalla Regione nella legge di bilancio. Due articoli, il primo dei quali sancisce che entro 90 giorni da quando la norma diventerà operativa, i primi cittadini dovranno provvedere "all’immediato sgombero e l’interdizione all’uso di tutti gli immobili realizzati abusivamente: nelle aree a pericolosità elevata e molto elevata, individuate dal piano per l’assetto idrogeologico cioè dal Pai, nelle aree sottoposte a vincolo di inedificabilità assoluta che implichino rischi per la sicurezza e per la incolumità”. Un insieme di vincoli, quello idrogeologico e quello di inedificabilità assoluta (magari per questioni archeologiche) che si trova ad esempio in parte della via Emporium e di Maddalusa, che ricadono in Zona A e costeggiano per lunghi tratti il fiume Akragas, capace, come ha dimostrato l'alluvione di novembre, di fare ancora paura.

L'approvazione della norma avrebbe conseguenze molto importanti - teoricamente - su questi territori e anche su altre situazioni sparse per la provincia, con i sindaci che si troverebbero, se il ddl restasse il medesimo, a dover scegliere se avviare gli sgomberi o subire la decadenza.

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