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Porto Empedocle, esecuzione forzata per una banca

Questa mattina l'ufficiale giudiziario ha bussato alla porta di una banca empedoclina per procedere all'esecuzione forzata di un obbligo di consegna di documenti contrattuali ordinato dal Tribunale di Agrigento

Questa mattina l'ufficiale giudiziario Rosa Manganaro ha bussato alla porta della banca Unicredit filiale di Porto Empedocle per procedere all'esecuzione forzata di un obbligo di consegna di documenti contrattuali ordinato dal Tribunale di Agrigento. Il tutto potrebbe sembrare normale se non fosse altro che l'esecuzione forzata è stata ordinata proprio in danno dello stesso istituto bancario.

La vicenda trae origine dalla mancata consegna ad un cliente dei contratti di conto corrente formalmente richiesti ai sensi dell'art.119 del Testo unico bancario, norma, questa, che riconosce a qualunque cliente il diritto alla consegna dei documenti relativi ai rapporti bancari. Tale diritto ha la consistenza ed il rango di vero e proprio diritto soggettivo autonomo, il quale trova fondamento nei doveri di solidarietà e negli obblighi di comportamento secondo buona fede nella esecuzione del rapporto e per l'altro verso sulla disposizione dell’art.119 del decreto legge 385/1993.

Il Tribunale di Agrigento, in accoglimento del ricorso del correntista, difeso dagli avvocati Giuseppe Accolla e Pier Luigi Cappello del Foro di  Agrigento,  esperti in diritto bancario, ha ordinato all'istituto la consegna della documentazione chiesta dal cliente .

Persistendo l'inadempimento da parte dell'istituto e divenuto esecutivo per mancata opposizione nei termini di legge, si è proceduto a mettere in esecuzione l'ordine dell'autorità giudiziaria.

«Il caso in oggetto - commentano gli avvocati - costituisce uno dei tanti punti di criticità nei rapporti tra la Banca e la propria clientela: a fronte della legittima richiesta di consegna di copia della documentazione afferente ad un contratto bancario, spesso si contrappone o un rifiuto espresso da parte della Banca o l’inutile decorso del termine di 90 giorni previsto per legge. Probabilmente è la prima volta che un istituto di credito viene dapprima ingiunto e poi sottoposto ad esecuzione forzata per il rilascio di documenti la cui consegna rientra nel diritto di chiunque abbia rapporti con gli istituti di credito. E', infatti, 'paradossale' ­- concludono i due legali - ­ che il correntista debba agire in giudizio per ottenere a sue spese la documentazione contrattuale inerente i rapporti bancari intrattenuti con il proprio istituto di credito».

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