Cronaca

San Leone, la spiaggia sta sparendo: un tavolo tecnico per l'erosione

Lo conferma il presidente del Consiglio comunale, Daniela Catalano. Entro ottobre, come è stato ribadito dalla conferenza dei capigruppo, un vertice per affrontare l'emergenza

La costa nei pressi di Cannatello (Foto: Google Map)

È la “peste” del mare agrigentino. Una piaga che in pochi anni sta divorando chilometri di costa. Sono ormai in tanti a lanciare l’allarme contro l’erosione delle coste: ambientalisti, tecnici o semplici cittadini che stanno vedendo sparire, giorno dopo giorno, intere spiagge con il rischio di crolli improvvisi dei costoni di roccia.

I riflettori sono puntati tutti sulla spiaggia di Eraclea Minoa, che ha visto sparire in vent’anni 120 metri di spiaggia. "Su 16 chilometri di costa agrigentina – dice Claudio Lombardo, dell’associazione MareAmico -  ben 7 sono afflitti dall'erosione; ovvero il 43,75 per cento”. Ma l’emergenza non riguarda solo il territorio di Siculiana o Realmonte. Un serio allarme ambientale coinvolge anche Agrigento. Tra San Leone, Cannatello ed il Caos, su circa 15 chilometri complessivi di costa agrigentina, 6,5 sono stati dichiarati non balneabili proprio a causa dell'erosione costiera ed al conseguente pericolo di crollo.

Il Comune adesso vuole correre ai ripari. Entro il mese di ottobre, come è stato ribadito oggi alla conferenza dei capigruppo, tenuta dal vicepresidente Gianluca Urso, un tavolo tecnico si riunirà per affrontare l’emergenza. Saranno coinvolti soggetti eterogenei, dai rappresentanti della protezione civile, del demanio e della Regione, fino al mondo dell’imprenditoria. Una platea più vasta possibile per affrontare l’emergenza a trecentosessanta gradi.

Lo ha confermato ad Agrigentonotizie, Daniela Catalano, presidente del Consiglio comunale di Agrigento. “È stato proposto un consiglio comunale straordinario, ma sarebbe stato limitativo – osserva Catalano – perché il problema dell’erosione non è politico. Ci troviamo davanti ad una situazione più grande di noi. In quel tratto di costa, ad esempio, non può agire il Comune senza consultare il demanio. Il Consiglio straordinario non sarebbe stato utile sia sotto il profilo della diretta incidenza del problema e della possibile soluzione, sia sotto quello pratico, perché si tratta una questione prettamente tecnica e i tecnici stanno bene intorno ad un tavolo”.

Se per Eraclea la Regione ha annunciato un finanziamento di 6 milioni di euro, ancora nulla di concreto sembra profilarsi per San Leone, nonostante la presenza di criticità evidenti soprattutto a metà del lungomare, tra la terza e la quarta spiaggia, dove l’arenile quasi non c’è più. “Sarebbe limitativo fermarci ad un tratto della costa – prosegue il presidente del Consiglio comunale - . San Leone è lido di un capoluogo di provincia e quindi di grandi potenzialità attrattive sotto il profilo turistico. Sarebbe un peccato limitarci territorialmente al Comune di Realmonte o Siculiana e non comprendere Agrigento”.

Dunque, quello che suona per San Leone è un campanello d’allarme. “Le correnti nel giro di pochi mesi possono stravolgere la costa – conclude Catalano – e noi non staremo fermi a guardare, già quest’anno potrebbe essere tardi, dobbiamo lavorarci subito per non arrivare nel 2017 con una costa ancora più ridotta”.

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