Casa non si dimentica mai, Erika Principato: "Londra è fantastica, ma non profuma di mare"

Un viaggio nelle principali città del mondo, sulle gambe tanto coraggio ed una spiccata determinazione. E' giovane, ma con in testa progetti ambiziosi

Erika Principato

Sei un imprenditore, uno studente, un pizzaiolo o anche un "cervello" in fuga?  Abbiamo deciso di dare voce agli agrigentini fuori sede. Le loro esperienze, i loro racconti e le loro storie possono essere da esempio per chi ha voglia di tornare o anche di restare. Dedicheremo uno spazio settimanale, un focus che serva a raccontare le vite ormai lontane dall’ombra della Valle dei Templi. Un microfono aperto a tutti, una volta a settimana. Se un agrigentino fuori sede? Raccontati ad AgrigentoNotizie. 

Londra è tra le città più belle del mondo. E’ dinamica, ambiziosa, piena di risorse. Londra è speciale, ma non è casa. Non profuma di mare, di ricordi e soprattutto di famiglia. E’ il pensiero del nostro nuovo volto della settimana, ovvero Erika Principato. Giovane agrigentina che ha deciso di lasciare la sua terra. Una Sicilia piena di colori, calore e ricordi buoni che spesso le fanno compagnia quando Londra diventa troppo grande. Erika ha toccato le principali grandi città del mondo. Parigi e New York sulle gambe con Roma che ha provato a conquistarla. Erika ha camminato tanto ed ha scelto il Regno Unito. E’ lì che concluderà il suo percorso di studi. Agrigento nel cuore, nei pensieri ed anche nei progetti futuri. Al momento, però, la sua città del cuore non le offre ciò che serve. Dentro ad un cassetto londinese un’immagina della sua Sicilia, ma dentro anche tanta determinazione e coraggio.

 Ciao Erika, raccontaci la tua storia

“Viaggiando alla scoperta dei paesi troverai il continente in te stesso” , inizio con questa breve citazione, che mi descrive alquanto.  Fin da piccina ho sempre viaggiato tantissimo, esplorando grandi capitali come Londra, Parigi, New York e perché non includere anche la città Eterna: la Magica Roma. Una volta raggiunta la fatidica età dei 18 anni, anche io come tanti miei coetanei, ho deciso di iscrivermi all’università lasciando definitivamente non solo Agrigento ma anche la Sicilia. Con entusiasmo misto a tristezza, una volta arrivata nella mia cittadella universitaria, Torino, ho dovuto salutare i miei genitori che sono stati costretti a lasciarmi lì, e credetemi, non c’è cosa più brutta, triste e lacerante di veder partire i propri cari e non poterli rivedere per un periodo interminabile oltre che indeterminato.

Qui inizia il mio viaggio. Vivendo per un periodo lungo due anni in una città che non riusciva mai a catturarmi davvero. Per quanto potesse essere ben servita e colma di miei coetanei nella mia stessa situazione, avevo comunque un vuoto incolmabile dentro di me, la mia Terra, che necessitavo assolutamente di poter ritoccare con mano al più presto.  Grazie al sostegno della mia famiglia, i miei ritorni assidui in Sicilia ed essendo ormai al termine dei miei studi, nell’ottobre del 2018 ho deciso di intraprendere una nuova avventura, che mi ha portata nella mia città dei sogni fin da bambina: Londra, dove tutto si può avverare (o quasi). Londra è davvero una città che non dorme mai, piena di attrazioni, cultura e svaghi, ma non ha il mio mare, non ha il mio sole ed il cibo a km0 raccolto dalle nostre campagne; qui mancano le cose fondamentali che non potranno mai sostituire la mia Agrigento.  Londra non ha secoli di storia nell’aria che invece noi, ogni giorno, possiamo respirare ed ammirare da così vicino. È una città perfetta, ma forse, non per chi ogni giorno è abituato ad avere con genuinità le cose che la terra ti offre senza l’intervento artificiale dell’uomo. Sbagliamo noi tutti a pensare che Agrigento non offre nulla, siamo noi che non sappiamo davvero valorizzare ciò che possediamo, perché abbiamo ciò che tutto il mondo ci invidierà per sempre".

-Perché hai scelto di lasciare Agrigento?

"Un po’ come tutti i ragazzi da poco diplomati affiorava in me un desiderio irrefrenabile di andare verso l’ignoto, verso la novità, verso quel qualcosa che mi potesse aiutare a formarmi al meglio. Ciò che principalmente mi ha spinta ad andare via da Agrigento, ma soprattutto dalla Sicilia, trasferendomi in una città del nord Italia, è stata la mia incontrollabile curiosità, la voglia di andare oltre e di imparare a convivere con persone provenienti da ogni parte d’Italia le quali si portano con sé le loro tradizioni e abitudini che io volevo assolutamente conoscere. Ciò mi ha permesso di poter, adesso, amplificare il tutto a livello mondiale, perché si sa, qui a Londra si può trovare ogni singola sfaccettatura di cultura e tradizione proveniente da ogni parte del globo".

-Ti manca la tua città?

"Ovviamente Agrigento mi mancherà sempre, in primis per i miei genitori e per il mio adorabile fratellino, ma inoltre ho lasciato la mia migliore amica, con la quale abbiamo un’amicizia lunga 22 anni, tanto che ormai  la considero come una sorella. Ho anche lasciato lì i miei ricordi di quando ero bambina, ho lasciato il mio piccolo posticino all’Hotel Villa Athena dove potevo ammirare la bellezza di duemila anni di storia seduta comodamente su una poltrona in una comune giornata di sole, mi manca il poter andare nel fruttivendolo di fiducia, il poter gironzolare liberamente su uno scooter  raggiungendo qualsiasi punto della città in breve tempo, l’udire il continuo scambio delle occlusive dentali “T” e “D” ma soprattutto, mi manca l’odore del mare che si percepisce in cima alla Scala dei Turchi, il quale, in un singolo istante riesce a farti dimenticare ogni  pensiero superfluo e lasciandoti ammirare la bellezza di un posto così particolare che riesce a farti sentire veramente piccolissimo”.

-Cosa cambieresti di Agrigento?

“Ogni posto è bello perché unico ed inimitabile, ma Agrigento ha bisogno di cambiare radicalmente sul punto di vista ospitale e turistico, migliorare i servizi e creare soprattutto una cittadella universitaria valida, in modo da non costringere noi poveri ragazzi ad andare così lontano. Agrigento dovrebbe permettere a noi giovani di poter realizzare ogni singolo sogno, anche il più ingenuo e stupido, in modo tale da farci sognare in grande senza limitazioni e senza pregiudizi.  Agrigento ha oro tra le sue mura e siamo noi che, grazie alle nostre esperienze, dovremmo far capire al mondo intero come è semplice innamorarsi di una terra che offre così tante rarità”.

-Hai un consiglio per i giovani Agrigentini?

“In base alla mia esperienza fino ad oggi, consiglio di rimboccarvi le maniche, trovare un lavoro (ed il lavoro si trova, sono solo le persone più pigre che inventano scuse) e godervi al massimo gli anni dopo la maturità, viaggiando, esplorando, istruendovi e soprattutto notando che in qualsiasi posto si possa andare, nulla si potrà eguagliare alla melodia delle onde che si infrangono sulla spiaggia. L’aria calda anche nelle stagioni più gelide, la genuinità del cibo, la mamma che vi farà sempre trovare la tavola imbandita, il caffè offerto al bar, le liti con i vostri fratelli, le urla del fruttivendolo che viene a portarti la frutta appena raccolta giusto sotto casa e le lunghe passeggiate per i vicoli del centro storico. Nulla di tutto ciò si potrà mai comparare ad un’altra città se non alla più bella città dei mortali”.

 - Sogni di tornare?

“Penso che tornare sia il sogno di chiunque, non a caso noi fuorisede affrontiamo spesso viaggi impossibili per poter ritornare nel proprio paesino in provincia o in città, ma purtroppo, al momento, Agrigento non mi offre la possibilità di poter sperare in un mio ritorno definitivo. Il mio percorso di studi mi sta dirigendo altrove, dividendo il mio corpo, che attualmente si trova nella trafficata Londra, e la mia anima che è rimasta in totale tranquillità in cima alla Scala dei Turchi”.

(Vuoi raccontare la tua storia? Scrivi a Federica.barbadoro@citynews.it)

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