Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca Cattolica Eraclea

Cento buche per trovare reperti archeologici, è caccia ai "tombaroli" scatenati

Spetterà all’attività investigativa dei carabinieri stabilire se, come sembra facile ipotizzare, la “mano” sia sempre la stessa rispetto ai passati episodi

Buche profonde dai 10 ai 30 centimetri. Un centinaio di piccoli scavi clandestini – per cercare reperti archeologici – sono stati scoperti, nei giorni scorsi, ad Eraclea Minoa. Non è la prima volta che accade, anzi. E’ un “copione” che va avanti da anni. A denunciare gli scavi clandestini, alla stazione dei carabinieri di Cattolica Eraclea, è stato un dipendente del polo museale di Eraclea Minoa. Il danno non è stato quantificato. I militari dell’Arma di Cattolica Eraclea, coordinati dal comando compagnia di Agrigento, hanno subito avviato le indagini sperando di riuscire a recuperare indizi o elementi per tracciare una buona pista investigativa e arrivare all’identificazione se non di tutti, almeno di qualcuno, dei tombaroli che sono entrati in azione. Perché una cosa sembra essere certa, non può essere stato un solo tombarolo a scavare – e anche rapidamente – un centinaio di buche nella notte fra lunedì e martedì. Non è escluso che, nonostante gli scavi eseguiti, i "tombaroli" nulla siano riusciti a trovare e a portare via. Ma, stando a quanto è emerso ieri, non c’è però nessuna certezza.

Lo stesso “quadro” s’era presentato a fine dello scorso dicembre. Anche allora, gli impiegati del polo museale di Eraclea Minoa trovarono più scavi, neanche tanto profondi. Scavi che però – allora come negli ultimi giorni - sono il segnale chiaro, inequivocabile, che qualcuno non soltanto s’è intrufolato ma ha anche provato a cercare reperti archeologici.

Spetterà all’attività investigativa dei carabinieri stabilire se, come sembra facile ipotizzare, la “mano” sia sempre la stessa. Ossia se periodicamente l’area viene presa di mira e visitata da qualcuno che ha già trovato o sa di poter trovare reperti archeologici. Gli ultimi due episodi sono la copia conforme di quanto accaduto nell’estate del 2019. Tanto ad agosto, quanto a luglio, erano stati denunciati, sempre a carico di ignoti, danneggiamenti analoghi. Per l’area di Eraclea Minoa, ma non soltanto, lo scorso febbraio, il Parco archeologico Valle dei Templi ha aggiudicato i lavori per la collocazione di un sistema di videosorveglianza. Impianti che, qualora in funzione, potrebbero dare una grossa – se non determinante – mano d’aiuto ai carabinieri.

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