Quando Ennio Morricone parlò di Lampedusa, il maestro: "Le tragedie dell'isola sono mute"

Tra le opere musicali del premio Oscar anche un ricordo alle vittime del 3 ottobre, i migranti morti nella tragedia del mare dell'isola più grande delle Pelagie

Ennio Morricone

Questa notte si è spento il maestro Ennio Morricone. Il 91enne, musicista e compositore, è stato l’autore delle colonne sonore più belle del cinema italiano ma anche mondiale. Tra le opere musicali del premio Oscar anche un ricordo alle vittime del 3 ottobre, i migranti morti nella tragedia di Lampedusa.

Il brano di Ennio Morricone aveva scosso le anime di tanti. Cinque minuti di musica e voci, le grida dei disperati del mare trascinate via dalle onde. Il brano fu ascoltato in preghiera anche in una chiesa di Milano.

L’emergenza immigrazione non lasciò mai indifferente Ennio Morricone. Il maestro, scomparso questa notte in una clinica romana, aveva espresso il suo pensiero anche su Lampedusa.  

"Maestro, cosa l’ha colpita umanamente della vicenda di Lampedusa? La disperazione che costringe queste persone a fuggire e a non fermarsi neppure davanti al rischio di morire. Giovani uomini, donne, bambini: una disperazione immensa e senza voce. Tutte le tragedie di Lampedusa - disse Morricone in un'intervista - sono mute, nessuno ce le ha raccontate. Abbiamo visto le bare, ma sappiamo poco o nulla della vita di questi profughi che arrivano dalla costa libica, tunisina o egiziana e che, a loro volta, sono fuggiti da guerre, persecuzioni e sofferenze in altri paesi.

Dunque è il desiderio di rompere il silenzio che l’ha spinta a scrivere la "Voce dei sommersi"? Sì, a Milano un gruppo di persone il prossimo 2 novembre ricorderà le vittime e ho voluto comporre una musica per dare il mio contributo. All’inizio volevo chiamarlo "cantico" dei sommersi. Ma chi è morto non può cantare, dobbiamo onorarne la memoria. È una musica che ho cominciato a sentire quando ho visto la croce di legno. Una musica molto triste, che vuole restituire almeno per un attimo la voce a tutti coloro che giacciono in fondo al mare Mediterraneo, a tutte le vittime di queste tragedie dell’immigrazione"

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