Arriva in elisoccorso per una emorragia intestinale, salvato dai medici di Chirurgia vascolare

Dall'inaugurazione dell'unità operativa, circa un anno addietro, sono stati eseguiti circa trecento interventi, di cui più di sessanta in urgenza

I medici di Chirurgia vascolare del San Giovanni di Dio

Giunge in elisoccorso all’ospedale di Agrigento in condizioni critiche a causa di una grave emorragia intestinale con ematemesi e melena ed è salvo grazie ad un intervento ad elevata complessità condotto dall’Unità operativa di Chirurgia vascolare in stretta sinergia con quella di Chirurgia generale. Questo il felice epilogo della vicenda clinica vissuta da un cinquantenne: T. L. A. trasportato in urgenza ad Agrigento da Lampedusa lo scorso 19 giugno e trattato chirurgicamente in emergenza a causa di una fistola aortoenterica: una rara evenienza tardiva di un intervento di bypass aortobifemorale cui il paziente era stato sottoposto alcuni anni addietro. Oggi, seppur ancora ricoverato, è in netta ripresa dopo aver superato brillantemente il delicato e lungo evento operatorio.

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"La non comune complicanza riscontrata sull’uomo rappresenta da sempre una delle più gravi emergenze che il chirurgo vascolare è chiamato ad affrontare resa ancora più complicata, nel caso specifico, dalla necessità di accedere ad un canale addominale già trattato in passato. In sostanza, a causa dell’azione abrasiva che la protesi del bypass ha esercitato nel corso degli anni sulla parte posteriore del duodeno, - scrivono dall'Asp 1 di Agrigento -  si è provocato un danneggiamento della parete intestinale fino alla perforazione e la successiva, abbondante emorragia che ha messo a rischio la vita del paziente. L’equipe di Chirurgia vascolare, condotta dal primario Leonildo Sichel e formata dai medici Debora Perricone e Angelo Sanfiorenzo, ha ritenuto fondamentale procedere ad una rivascolarizzazione degli arti inferiori mediante un nuovo bypass extranatomicoaxillobifemorale rimuovendo contestualmente anche la protesi infetta. Un ruolo altrettanto fondamentale è stato svolto dall’unità di Chirurgia generale il cui primario, Carmelo Sciumè, ha affidato ai dottori Carlo Fontana e Danilo Antona la riparazione della breccia duodenale. La lunga procedura è stata egregiamente supportata dal personale di sala operatoria composto da Roberto Vella, Antonino Vullo, Antonietta D’Agostino, Lillo Vella e Rosy Di Marco. Perfetta - prosegue l'Asp - anche la condotta anestesiologica, eseguita ai medici Riccardo Calò e Rosa Provenzano così come la gestione del decorso postoperatorio ad opera del personale della Rianimazione. Oltre a sottolineare la valenza dell’approccio multidisciplinare nel trattamento di casi delicatissimi come quello del paziente di Lampedusa, la buona riuscita dell’intervento ha evidenziato la forte crescita qualitativa e professionale del reparto di Chirurgia vascolare del 'San Giovanni di Dio' di Agrigento. Dalla sua inaugurazione, circa un anno addietro, presso l’unità sono stati eseguiti circa trecento interventi, di cui più di sessanta in urgenza, oltre ad una significativa attività ambulatoriale consistente incirca cinquemila prestazioni per pazienti esterni, milletrecento per i ricoverati e millequattrocento consulenze di pronto soccorso". 
 

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