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Cronaca

Emergenza viabilità, passi in avanti per la richiesta dello stato di calamità naturale

Fatta una ricognizione per la richiesta dello stato di calamità naturale che sarà inoltrata alla Regione per ottenere i finanziamenti indispensabili alla messa in sicurezza e al ripristino dei tracciati stradali

Servono muri di sostegno in cemento armato, gabbionate di contenimento in pietrame e serve pulire tombini e cunette ed in certi punti sistemare l'asfalto. E' l'esito della ricognizione effettuata sulle strade provinciali, ex consortili ed ex regionali dai tecnici del settore Infrastrutture stradali del Libero consorzio conunale. Le nevicate di gennaio e gli alluvioni di febbraio hanno, del resto, compromesso una già difficile situazione di viabilità.

La ricognizione è stata fatta per la richiesta dello stato di calamità naturale, che sarà inoltrata alla Regione e al dipartimento regionale della Protezione civile per ottenere i finanziamenti indispensabili alla messa in sicurezza e al ripristino dei tracciati stradali danneggiati. Richiesta che si aggiungerà a quella inoltrata lo scorso dicembre dal commissario straordinario Roberto Barberi per l’alluvione che colpì il 24 e 25 il comprensorio di Sciacca e Ribera.

La ricognizione arriva dopo la riunione convocata, nei giorni scorsi, dal prefetto Nicola Diomede per fare il punto dei danni riportati dalle strade statali e provinciali. Particolarmente lungo - circa un centinaio - l’elenco delle schede tecniche redatte dal settore Infrastrutture stradali per la stima degli interventi urgenti di messa in sicurezza. Dall'emergenza viabilità è interessata buona parte delle strade di competenza del Libero consorzio, strade importanti sia per lo spostamento di lavoratori e studenti, sia per le attività imprenditoriali, in particolari quelle agrozootecniche.

Fra le emergenze, spiccano in particolare la provinciale 14, la Racalmuto-Montedoro e la provinciale 37, la Sciacca-Caltabellotta-San Carlo, per le quali sono stati richiesti finanziamenti di maggior consistenza, e che rappresentano importanti collegamenti tra le zone più interne della provincia di Agrigento con quelle di Caltanissetta e Palermo.

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