Cronaca Favara

Emergenza rifiuti a Favara, la chiamata alle armi corre su Whatsapp: denunciamo per interruzione di pubblico servizio

Parte da Maria Nona l'appello a presentarsi numerosi in caserma, pur comprendendo la grave situazione economica che gli operatori ecologici si trovano ad affrontare: "Le nostre condizioni di salute sono a rischio"

A Favara è ancora emergenza rifiuti: sono ancora tante le zone invase dalla spazzatura e, dato che nulla si muove, saranno proprio i cittadini a rendersi protagonisti di una protesta, di un atto estremo che assume i connotati della disperazione.

Lunedì mattina si presenteranno alla tenenza dei carabineri per denunciare l'interruzione di pubblico servizio.

Parte da Maria Nona, cittadina faverese, l'appello alla mobilitazione pur comprendendo la grave situazione economica che gli operatori ecologici si trovano ad affrontare con il pagamento degli stipendi che non arriva.

"L'invito ad andare dai carabinieri - dice Maria Nona - è rivolto prima di tutto alle mamme favaresi: il problema rifiuti sta peggiorando. Giustamente i netturbini non lavorano più perché non ricevono lo stipendio. Pensano che tornare in attività per non percepire nulla sia inutile.

Ma il loro contributo non è certamente inutile per le condizioni in cui versa la città, anzi è fondamentale in un momento come questo: i rifiuti aumentano e la situazione si aggrava. Per non parlare delle temperature, prossime ai 40 gradi, che, secondo le previsioni meteo, dovremo patire la prossima settimana.

Il caldo torrido non aiuta perchè ogni sacchetto d'immondizia abbandonato per strada rilascia prodotti tossici con incredibile velocità e pericolosità proprio a causa delle alte temperature. 

Ma noi cittadini abbiamo un'arma: denunciare a gran voce, dato che le forze politiche stanno a guardare e fanno orecchie da mercante.

Senza colori politici andremo a sporgere denuncia ai carabinieri. Ci andremo lunedì 26 luglio alle 10,30. Sarò la prima a presentarmi con carta d'identità in mano. E spero che tanti altri miei concittadini e soprattutto tante mamme facciano lo stesso. Magari saranno proprio le forze dell'ordine ad aiutarci a liberare le strade da queste pattumiere a cielo aperto. Anche le nostre case ormai sono stracolme di rifiuti che non sappiamo più dove conservare. E questo crea disagio e pericoli per la nostra salute".

Maria Nona ha esteso l'invito anche a tutti coloro che si sono trasferiti nelle case di villeggiatura: "Dato che la zona rossa a Favara è stata recovacata - aggiunge - possono unirsi alla nostra protesta anche i favaresi che in questo periodo vivono a Cannatello e Zingarello".

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