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La presa di posizione

Provincia sempre più assetata, le associazioni insorgono: “Finanziamenti a pioggia? Solo promesse elettorali”

Fanno tutte parte della Consulta di Aica e ora hanno formalizzato una richiesta di accesso agli atti per sapere cosa si sta programmando per contrastare realmente l’emergenza idrica

L’ufficialità della richiesta agli atti da parte della Consulta di Aica, per conoscere quali siano concretamente le strategie immediate per affrontare una crisi idrica che non conosce fine, arriva proprio quando su buona parte della provincia agrigentina si abbatte un forte temporale con copiose precipitazioni. E’ stata una piccola manna dal cielo che ha  temporaneamente dissetato una terra sempre più arida.

Ma a parte le imprevedibilità del meteo, la situazione rimane molto preoccupante e per questo è stata formalizzata la richiesta agli atti da parte delle associazioni che compongono la Consulta presieduta da Alvise Gangarossa.

Si tratta di Agrigento punto e a capo, Titano, A testa alta, centro studi De Gasperi, Codacons Agrigento, comitato civico Cantavenera, Ethikos Aps e Konsumer. Si sono rivolti al presidente di Ati Domenico Gueli, al presidente dell’assemblea dei soci di Aica Alfonso Provvidenza, al consiglio di amministrazione di Aica e al direttore generale Claudio Guarneri, all’assessore regionale all’energia e ai servizi di pubblica utilità Roberto Di Mauro (che due giorni fa aveva preannunciato un nuovo maxi finanziamento per la rete idrica ad Agrigento) e al prefetto Filippo Romano.

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“La crisi idrica non accenna a placarsi - dicono dalla Consulta - così come i disservizi all'utenza, costretta a turni di erogazione sempre più lunghi e per la durata di poche ore. La cosa peggiore che si possa fare è, per quanto ci riguarda, continuare ad alzare l'asticella della sopportazione, la cosiddetta ‘resilienza’ che ha portato negli anni la nostra provincia ad accettare tutto e ad assuefarsi ai continui spot elettorali degli amministratori che l'hanno governata nel tempo con i tragici risultati sotto i nostri occhi.

Dai mezzi di informazione apprendiamo che si è mossa la macchina regionale per far fronte alla crisi ma non è chiaro cosa devono aspettarsi i nostri cittadini, soprattutto oggi alle porte dell'estate. L'utenza ha diritto di sapere tramite strumenti ufficiali quali siamo le reali prospettive per la stagione alle porte visto che la Protezione civile ha segnalato che le dighe a giugno saranno del tutto vuote. In particolare chiediamo ad Ati e Aica che vengano inviati e resi pubblici quei documenti di programmazione imprescindibili per una necessaria correzione del servizio, già chiesti in passato e non riscontrati.

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Si chiede di conoscere quanta acqua è necessaria al ripristino della turnazione idrica pre-crisi e cosa Aica, di concerto con Ati e le strutture regionali, ha avviato e avvierà a tal proposito. Sappiamo che il nostro ambito ha una capacità idrica ben superiore a quanto oggi viene sfruttato e sprecato. I tre pozzi individuati di recente ne sono la prova. Non si arresti la ricerca dei pozzi e di nuove fonti e si provveda da parte di Ati a redigere il bilancio idrico. Si provveda inoltre a dotare delle necessarie infrastrutture di collegamento quelle fonti dell'ambito, anche dei comuni salvaguardati, che oggi non sono ancora messi a beneficio della collettività.

Ci auguriamo che il clima pre-elettorale di questi giorni, foriero di annunci di nuovi finanziamenti a pioggia, non sia una strategia per nascondere i recenti risultati di una politica mediamente inaccettabile. Come inaccettabile è la perdita dei 44 milioni di euro per il rifacimento della rete idrica di Agrigento, la perdita dei 50 milioni di euro per il React Eu (progetto di conoscenza e sostituzione dei contatori), il mancato pagamento di 8 milioni di euro di utenze comunali ad Aica, il mancato pagamento dei 9 milioni di euro da parte di utenze private. A questo riguardo si chiede di conoscere il risultato delle ingiunzioni di pagamento annunciate tempo fa dal consiglio di amministrazione di Aica.

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E’ altresì inaccettabile che, in un momento così delicato per l'utenza e per il servizio idrico, non si avvii un efficace contrasto ai furti d'acqua e al ripristino di un minimo di equità tra l'utenza a consumo e l'utenza a forfait. Inaccettabile è la mancata erogazione da parte di Aica del bonus idrico alle utenze che ne hanno diritto. Le somme destinate a questo provvedimento vengono regolarmente pagate in bolletta da tutti gli utenti ma, se queste non vengono successivamente erogate all'utenza con Isee sotto soglia, si pongono diversi problemi di natura sociale, economica e contabile oltre ad esporre il gestore alle sanzioni di Arera.

E’ pure inaccettabile la vicenda del Voltano, il gestore illegittimo che, in virtù del principio dell'ambito unico, avrebbe dovuto consegnare reti, infrastrutture e utenze già a partire dal 2009. La Spa Voltano è partecipata dai Comuni di Agrigento, Aragona, Comitini, Favara, Joppolo Giancaxio, Porto Empedocle, Raffadali, San Biagio Platani, Sant’Angelo Muxaro e Santa Elisabetta. Tutti comuni che contemporaneamente fanno parte della compagine societaria di Aica e che ricorrendo al Tar, ancora una volta contro la consegna delle 2000 utenze oggi gestite dal Voltano, producono un grave danno economico ad Aica.

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Ed infine è parimenti inaccettabile il ritardo e la mancata approvazione dei bilanci previsionali 2023 e 2024 e del bilancio consuntivo del 2023, così come la loro mancata pubblicazione dopo l'assemblea nella quale è stato impedito alla Consulta di intervenire. Ora non ci rimane che attendere un celere riscontro sia da Ati che da Aica.

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