Cronaca

Violazione del "coprifuoco", si salvano in 500 dalla condanna ma pagheranno maxi multa

La Procura della Repubblica, che aveva deciso il pugno di ferro contro i trasgressori, dopo la depenalizzazione trasmetterà gli atti alla Prefettura per le sanzioni amministrative

Il procuratore Luigi Patronaggio

Erano pronte circa 500 di richieste di decreti penali di condanna – un giudizio speciale che non prevede neppure la difesa dell’indagato, salvo poterla chiedere in un secondo momento e farsi processare – e, invece, il governo ha depenalizzato la violazione del “coprifuoco” imposto per contrastare la pandemia di Coronavirus che sta mettendo in ginocchio il mondo intero.

La Procura, che aveva annunciato un giro di vite contro i “furbetti” che gironzalano per la città nonostante i divieti e, soprattutto, l’enorme rischio legato al Covid-19, ha quindi disposto la trasmissione degli atti alla Prefettura. Dal punto di vista sanzionatorio, le multe sono molto più severe (da 500 a 4mila euro) ma non ha più alcuna rilevanza penale.

Di conseguenza, come sottolineano in Procura, se un fatto non è più punito dalla legge oggi non lo poteva essere neppure ieri. La violazione dell’articolo 650 del codice penale, la cosiddetta “inosservanza ai provvedimenti dell’autorità”, che prevede l’arresto fino a tre mesi e l’ammenda fino a 206 euro, è scomparsa dal testo con una sanzione amministrativa, rapida e immediata, inflitta direttamente dalle forze dell’ordine, oltre che più “salata” negli importi.

La Procura, allora, anziché chiedere al gip l’emissione dei decreti penali di condanna, sta predisponendo una massicca trasmissione di atti alla Prefettura che emetterà le relative sanzioni.
 

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