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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Cronaca

Si torna al voto nelle ex Province: ecco chi conta (davvero) e chi no alle prossime elezioni

A rappresentare la maggioranza assoluta sono i centri di grandi e medie dimensioni, anche se le spaccature politiche potrebbero essere dietro l'angolo

Dopo anni di attesa per una riforma mancata che ha messo sull'orlo del dissesto gli enti più inutili ed indispensabili del panorama siciliano, le ex Province, oggi Liberi Consorzi, stanno per tornare ad avere una governance non commissariale. Il Governo Musumeci, in vista delle elezioni regionali (dicono i malpensanti) ha fissato i dati per il prossimo 22 gennaio. A votare saranno i sindaci ei consiglieri comunali: i primi cittadini potranno candidarsi come aspiranti presidenti ma anche come consiglieri provinciali, mentre i consiglieri comunali invece potranno concorrere per uno dei 12 posti da consigliere provinciale.

Alle urne andranno in provincia di Agrigento 650 "grandi elettori" (cioè il numero dei consiglieri e dei primi cittadini) e ogni voto verrà moltiplicato per uno specifico coefficente che è collegato al numero di residenti per ogni comune.

Cinque le fasce individuate dalla legge regionale: la prima individua i comuni da 30mila abitanti in sù: vi rientrano i centri di Agrigento, Sciacca, Licata, Canicattì e Favara. Subito dopo troviamo la fascia dei comuni tra i 10 ei 30mila abitanti, cioè Palma di Montechiaro, Ribera, Porto Empedocle, Raffadali, Menfi, Ravanusa e Campobello di Licata. Solo questi due gruppi di comuni rappresentano oltre 250 voti, da moltiplicare appunto con un coefficente molto alto che nei fatti potrebbe escludere dalla partita tutti gli altri centri, a meno di accordi trasversali, ovviamente: i centri più piccoli - da soli - possono determinare molto poco, ma possono votare degli alleati preziosi se i comuni grandi si presenteranno in ordine sparso.

A pesare in tal senso potrebbe essere lo spaccamento (o gli spaccamenti) in seno al centrodestra che si sono più volte manifestati nelle ultime elezioni amministrative e che in alcuni casi sono costati una sconfitta cocente ai partiti della coalizione di Musumeci. 

A dicembre, questo è certo, si aprirà la complessa danza delle candidature per individuare le coalizioni e andare al primo voto di secondo livello dopo decenni. 

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