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Il fermo dello scafista indiziato di omicidio colposo plurimo: egiziano già condannato nel 2011

I poliziotti della Squadra Mobile hanno eseguito anche due ordini di carcerazione nei confronti di tunisini. Il primo condannato per i reati di violenza sessuale, atti persecutori, minacce; l’altro per falso contro la fede pubblica

All'identificazione del presunto scafista egiziano, accusato anche di omicidio colposo plurimo per la morte dei 7 bengalesi assiderati, i poliziotti della sezione Immigrazione della Squadra Mobile, che è coordinata dal dirigente Giovanni Minardi, sono arrivati - coordinati dalla Procura di Agrigento che è retta da Luigi Patronaggio - grazie alla raccolta delle testimonianze dei migranti superstiti. L'egiziano fermato è risultato anche essere stato condannato, in maniera definitiva, per il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina commesso nel settembre del 2011 a Pozzallo.

Lo sbarco con 7 bengalesi morti assiderati, fermato lo scafista

I poliziotti della Squadra Mobile hanno eseguito anche due ordini di carcerazione nei confronti di tunisini, giunti irregolarmente nel territorio dello Stato, il primo condannato per i reati di violenza sessuale, atti persecutori, minacce; l’altro per falso contro la fede pubblica. I tre sono stati portati al carcere di Agrigento.

Le salme dei 7 bengalesi morti assiderati si trovano ancora nella camera mortuaria del cimitero comunale Piano Gatta di Agrigento. Sono in corso le procedure di rimpatrio, ma non si sa ancora quando le bare lasceranno Agrigento per poter tornare a casa. 

I bengalesi morti assiderati a Lampedusa, l’ambasciatore del Bangladesh incontra il prefetto

All'inizio del mese, l’ambasciatore della Repubblica popolare del Bangladesh, Md Shameem, è stato stato accolto dal prefetto Maria Rita Cocciufa. L'ambasciatore ha anche ringraziato il Questore di Agrigento, Rosa Maria Iraci, per l’alta professionalità mostrata dal personale di polizia giudiziaria che ha condotto all’individuazione di tutte le vittime e alla relativa attribuzione delle esatte generalità.  Il prefetto ha assicurato ai funzionari dell’ambasciata di aver subito intrapreso contatti con gli organi istituzionali coinvolti nella complessa procedura di rimpatrio delle salme, per giungere così ad una rapida soluzione nel rispetto delle specifiche disposizioni in materia. L’ambasciatore ha espresso parole di apprezzamento e di stima per il lavoro svolto dalla Prefettura, sottolineando l’importanza della coesione istituzionale nella risoluzione di problematiche complesse e mostrando particolare gratitudine per l’accoglienza dimostrata da questo territorio e dallo Stato italiano.

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