Sabato, 16 Ottobre 2021
Cronaca Centro città / Via Argento

Edificio di 4 piani a rischio crollo, Micciché: "In sicurezza entro 30 giorni"

Il sindaco ha firmato un'ordinanza che impone lavori per garantire la pubblica incolumità. Provvedimento notificato a 20 proprietari

Entro trenta giorni, termine perentorio, l’edificio pericolante ai civici 16,18 e 20 di via Argento dovrà essere messo in sicurezza. A firmare l’ordinanza, per motivi di pubblica incolumità, è stato, nelle ultime ore, il sindaco di Agrigento Franco Micciché. E il provvedimento è stato notificato a ben 20 agrigentini, proprietari delle diverse particelle catastali.

Era il 21 gennaio scorso quando, in via precauzionale, venne disposto lo sgombero delle abitazioni di via Argento – dal civico 6 al 24 – a causa di un pericolo crollo di un edificio di quattro piani ubicato fra i civici 16,18 e 20. Quella sera, crollò una porzione di un muro di sostegno, adiacente alla scala di ingresso dello stabile e 16 famiglie - in via precauzionale – vennero appunto sgomberate. Per fortuna, non si registrarono feriti. L'intera area venne messa in sicurezza dalle squadre dei vigili del fuoco del comando provinciale e sul posto – per ore ed ore – lavorarono anche i carabinieri della stazione di Agrigento, la polizia municipale e la Protezione civile comunale. Il cedimento si sarebbe verificato, venne ricostruito allora, a causa delle infiltrazioni d'acqua piovana. Lo sgombero venne fatto appunto in via precauzionale e nei giorni successivi seguirono nuovi accertamenti da parte dei tecnici dell'Utc di palazzo dei Giganti. Fra gli evacuati anche 9 senegalesi, con bambini piccoli. Il Comune, in quei giorni mise in moto, anche l'ufficio di Solidarietà sociale.  

Adesso, nelle ultime ore, il sindaco ha firmato l’ordinanza che impone la messa in sicurezza dell’edificio pericolante. E i proprietari dello stabile – ai civici 16,18 e 20 di via Argento – avranno 30 giorni di tempo. Il provvedimento è stato notificato a ben 20 agrigentini, proprietari delle diverse particelle catastali.

Spetterà poi alla polizia municipale, scaduto il termine dei trenta giorni imposto dal primo cittadino della città dei Templi, verificare se il cantiere per la messa in sicurezza dello stabile sia stato aperto o meno e se dunque l’ordinanza di messa in sicurezza, per garantire la pubblica incolumità, sia stata rispettata.

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