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Cronaca

Ecua, è scontro tra i soci: la Camera di commercio fa annullare il nuovo statuto

Lo scorso otto marzo il sindaco si presentò dal notaio per rivedere profondamente le regole di funzionamento dell'università agrigentina: adesso i revisori dei conti bloccano tutto

Le polemiche erano arrivate sulla stampa, ma poco si poteva comprendere di quanto diramato dal commissario straordinario della Camera di commercio, Giuseppe Termine, sulla vicenda in sè.

Il fatto è questo: lo scorso 8 marzo il sindaco di Agrigento Franco Micciché e il vicepresidente dell'Ecua Giovanni Di Maida arrivano davanti ad un notaio e presentano e sottoscrivono una revisione approfondita dello statuto dell'Università di Agrigento. 

Modifiche che riguardano soprattutto gli obiettivi dell'ente e l'ingresso nella compagine sociale di nuove realtà, oltre che una definitiva apertura ad università diverse da quella di Palermo che pure, negli ultimi anni, ha letteralmente salvato - grazie anche al contributo della Regione - l'istituzione accademia provinciale.
“Peccato – diceva Giuseppe Termine – che io non ero presente all’Assemblea ordinaria dei soci", nonostante la Camera di Commercio sia uno dei due soci fondatori, per quanto con solo 66 quote a fronte delle 200 del Comune. Termine, quindi, ha formalizzato una richiesta ai revisori dei conti perché segnalassero la non validità della seduta e quindi delle modifiche.

I commenti a microfoni spenti proveniente da Ecua, impegnata com'era nella corsa per "Capitale della cultura", derubricarono la vicenda ad una polemica interna.

Oggi però sono gli atti ufficiali a dirci tutt'altro: è lo stesso presidente Nenè Mangiacavallo, infatti, a disporre l'annullamento di quel verbale di assemblea dei soci (anzi, del socio, al singolare) prendendo atto del parere dei revisori dei conti. Documento quest'ultimo di cui no si ha traccia nonostante la delibera presidenziale si riferisca al parere come parte essenziale dello stesso.

Quindi, tutto da rifare: a partire appunto dagli aspetti che, in quella versione 2.0 dello Statuto riguardavano la capacità dei soci di decidere. Ad un certo punto, infatti, si precisa come in tema di votazioni d'assemblea, se in prima convocazione vale il 51% dei voti, in seconda il 45%, in terza conta solo il voto del socio fondatore di maggioranta. 

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