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"Ecotassa" e differenziata, Agrigento sotto la soglia minima: si rischia aumento dei costi

Raccolta differenziata fa rima con "necessaria accelerazione": pena, altrimenti, un aggravio dei costi di conferimento in discarica che, gioco forza, graverà anche sulle tasse dei contribuenti. Raddoppiato il tributo per il deposito dei rifiuti solidi da parte di chi non accenna ad incrementarne la "differenziazione"

Raccolta differenziata fa rima con "necessaria accelerazione": pena, altrimenti, un aggravio dei costi di conferimento in discarica che, gioco forza, graverà anche sulle tasse dei contribuenti. La Finaziaria varata dalla Regione, infatti, ha quasi raddoppiato il tributo per il deposito dei rifiuti solidi da parte di chi non accenna ad incrementare la "differenziazione" dell'immondizia. E il tempo massimo è fissato: fino al prossimo 1 gennaio per stabilire di quanto si "aggraverà" il "fardello".

Dai 12,36 euro per tonnellata si è, quindi, passati a un sistema a sei scaglioni che calcola l'aliquota da applicare in base ai risultati raggiunti nella raccolta differenziata: se Agrigento, così come gli altri comuni che registrano secondo dati Ispra relativi al 2014, non dovesse distaccarsi dal 15per cento, soglia sotto alla quale si è finora attestata, potrebbe pagare con un costo di 21,52 euro a tonnellata la spazzatura trasportata in discarica. Mentre chi si avvicinerà, o addirittura supererà il "tetto" del 65per cento, vedrà non solo una riduzione dell'ecotassa, ma perteciperà anche a un "programma di premialità" per confinanziare gli impianti.

Per l'assessore regionale Vania Contrafatto si tratta di un "incentivo" a raggiungere la soglia del 65per cento: «L'ecotassa spingerà i Comuni a svegliarsi dal loro torpore e a portare a termine ciò che avrebbero dovuto fare da tempo. Le risorse che verranno fuori, inoltre, andranno a premiare i Comuni virtuosi e saranno utilizzate per cofinanziare gli impianti, la cui costruzione spetta agli enti locali attraverso le Srr. In questi anni i Comuni sono rimasti indietro, la situazione non è più sostenibile. C'è tempo fino al 2017 e basta poco per aumentare le percentuali di differenziata».

Non è dello stesso avviso Paolo Amenta, vicepresidente di Anci Sicilia. «Il territorio siciliano è pressoché sprovvisto di impianti di compostaggio e inoltre non esiste un piano di impiantistica sovracomunale. Incentivare la raccolta differenziata è giusto, - ha detto - ma bisogna prima fornire strumenti e direttive precise alle amministrazioni locali. Se anche domani i raggiungesse la quota del 65 per cento, non ci sarebbero neanche gli impianti per accogliere i rifiuti. Non si può scaricare tutto sui sindaci».

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