"L'assunzione della moglie barattata con un'ispezione lacunosa", parte appello per carabiniere e avvocato

In primo grado il maresciallo Antonio Arnese e l'ex presidente di Ecap e Casa Amica Ignazio Valenza sono stati condannati a 2 anni per corruzione

Da sinistra Arnese e Valenza

Il 12 dicembre davanti alla Corte di appello di Palermo: riparte in appello il processo sul “caso Ecap”. Lo scorso 30 gennaio il maresciallo dei carabinieri Antonio Arnese, all’epoca dei fatti, nel 2012, comandante del nucleo Ispettorato del lavoro, e l’avvocato Ignazio Valenza, ex segretario dell’Ordine forense e presidente di due enti, sono stati condannati a due anni di reclusione per l’accusa di corruzione.

Secondo i giudici, Valenza avrebbe barattato un controllo ispettivo “blando e lacunoso” all’istituto di formazione Ecap con l’assunzione della moglie di Arnese alle dipendenze di Casa Amica, altro ente presieduto dal professionista. I difensori, gli avvocati Daniela Posante, Antonino Gaziano e Giuliano Dominici, hanno impugnato la sentenza che, adesso, sarà ridiscussa. 

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