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Licata, due arresti per violenza e lesioni a pubblico ufficiale

La reazione violenta dei due arrestati, che non volevano scendere dal pulmino che li ha portati per disposizione della Procura palermitana in una comunità alloggio, avrebbe causato il ferimento di tre tutori dell'ordine, e provocato lesioni personali rispettivamente per 6, 8, e 6 giorni di prognosi, salvo complicazioni.

Due immigrati, un nigeriano e un guineano di 27 e 21 anni, sono stati arrestati ieri per violenza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

Si tratta rispettivamente di Chukwuka Ikechukwu e Drame Bafode, che assieme ad altri tre extracomunitari, su disposizione della Prefettura di Palermo, dovevano essere collocati nella comunità "Sole".

All'arrivo del pulmino su cui i cinque avevano viaggiato, però, sono dovuti intervenire gli agenti del Commissariato di polizia e gli uomini della Compagnia licatese dell'Arma perchè i passeggeri del mezzo si rifiutavano di scendere, chiedendo espressamente di far ritorno a Palermo.

Dopo una serie di tentativi uno di loro è sceso dal pullman e ha preso alloggio in comunità, mentre gli altri hanno proseguito con la loro protesta durata ben 4 ore durante le quali si è cercato di persuaderli anche tramite un mediatore culturale che presta servizio all'interno della comunità "Sole".

Visto che i quattro non accennavano a scendere, per ragioni di ordine pubblico e per procedere alla loro identificazione, il pulmino è stato portato al Commissariato di Pubblica sicurezza di Licata dove si è cercato di convincere gli occupanti a lasciare il mezzo. La reazione violenta dei due arrestati avrebbe quindi causato il ferimento di tre tutori dell'ordine, e provocato lesioni personali rispettivamente per 6, 8, e 6 giorni di prognosi salvo complicazioni.

l due soggetti, una volta scesi dal pullman, sono stati tratti in arresto e accompagnati nelle camere di sicurezza della Compagnia carabinieri di Licata.

Gli altri due migranti, invece, spontaneamente hanno deciso di scendere dal veicolo, e sono stati affidati al mediatore della comunità "Sole".

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