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L'inchiesta sul trasporto di un carico di droga si conclude con tre archiviazioni

L'inchiesta sul trasporto di un carico di droga si conclude con tre archiviazioni

Accusati di avere trasportato un carico di 11 chili di marijuana, tutti prosciolti

Dopo la prima archiviazione di Pietro Capraro, classe 1979, arriva anche quella del cugino omonimo, di dieci anni più giovane, e di Raffaele Piazza, 34 anni

Uno era stato arrestato perché si pensava che la droga fosse sua. Ma in realtà ha spiegato di essere salito su quel furgone per non pagare il biglietto del traghetto come passeggero. L’altro era stato indicato come l’autista del mezzo ma si è giustificato dicendo che aveva solo portato il camion al porto e poi, all’arrivo, sarebbe andato un collega a ritirarlo. Di conseguenza non poteva sapere chi e quando aveva messo la droga che non era sua.

Il terzo è un cugino omonimo dell’autista, altro dipendente della società di trasporti, tirato in ballo perché aveva lo stesso nome del cugino e risultavano nei tabulati contatti con l’uomo che era sopra il furgone.

Alla fine il “proprietario” di quel carico di tredici chili di marijuana non si è mai trovato e in due distinte fasi, dopo che si è arrivati a un passo dal processo, è stata decisa l’archiviazione dell’inchiesta. Il provvedimento è stato emesso dal gip dopo che la Procura – prima con il pm Giacomo Forte e poi con il collega Carlo Cinque – ha ritenuto che non ci fossero sufficienti elementi per mandare i tre indagati a processo. Si tratta di Raffaele Piazza, 34 anni, originario di Favara; e dei cugini omonimi Pietro Capraro, di 38 e 28 anni.

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