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Droga, la maxi inchiesta "Brothers" con 21 imputati: maresciallo la ricostruisce in aula

Il sottufficiale ha ripercorso alcune fasi dell'indagine attraverso l'ascolto delle intercettazioni

“Ho ascoltato le intercettazioni telefoniche e ho chiesto ai colleghi di fermare Angelo Ripellino, in effetti gli hanno trovato della droga”. In alcuni casi è arrivato il riscontro con il sequestro degli stupefacenti. In altri si è rimasti al sospetto. È ripreso ieri mattina, davanti al giudice Manfredi Coffari, il processo a carico dei ventuno imputati dell’inchiesta, denominata “Brothers”, che ha sgominato un vasto traffico di droga a Canicattì ma anche in altri centri limitrofi. Ieri è stato ascoltato il maresciallo dei carabinieri Fabio Grassadonia che, in precedenza, aveva spiegato che “l’indagine si è sviluppata da alcuni personaggi di cui vi era la certezza che spacciassero, in particolare i fratelli Cutaia”. 

Il sottufficiale, che all’udienza precedente, aveva risposto alle domande del pm Manuela Sajeva, è stato interrogato dai difensori, fra gli altri gli avvocati Calogero Lo Giudice, Giovanni Salvaggio, Paolo Ingrao e Viviana Termini. “Giuseppe Spampinato – ha detto rispolverando uno dei tanti episodi dell’indagine – ha acquistato droga da Gioachino Cigna”.

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