Domenica, 25 Luglio 2021

Coronavirus e Dpcm, bar aperti in zona arancione: Cucchiara (Fipe): "Non siamo untori ma temiamo per il nostro futuro"

Fino al 3 dicembre sarà vietata la consumazione al bancone, gli esercenti hanno deciso di restare aperti e di puntare tutto sull'asporto e sulle consegne a domicilio

Le misure del Dpcm in vigore da oggi hanno indotto i titolari dei bar a riorganizzare le attività, ed ecco dunque che, non potendo accogliere i clienti al bancone, in molti hanno deciso di non abbassare le saracinesche per come previsto in zona arancione, ma di restare aperti per le consegne a domicilio e per l’asporto, accogliendo dunque l’appello lanciato dalla Federazione italiana dei pubblici esercizi di Confcommercio.

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Il Coronavirus ha rivoluzionato anche lo stile di vita di tutti e il rito della colazione al bar che è visto, da molti, come il primo appuntamento per affrontare la giornata. Un’abitudine che non è solo mera consumazione al banco di caffè e cornetto ma che è, soprattutto, un momento di socializzazione e di interscambio di opinioni. Dopo il lockdown di marzo, i nuovi blocchi previsti in zona arancione mettono adesso, seriamente, a rischio la sopravvivenza di migliaia di aziende che, in assenza di aiuti concreti, difficilmente avranno la forza di ripartire.  E se da un lato c’è lo sconforto degli esercenti, dall’altro lato ci sono i tanti interrogativi sul futuro occupazionale dei lavoratori dell’indotto.

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