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Tribunale

Traffico sostanze dopanti, la Procura chiede due rinvii a giudizio

Si sono chiuse le indagini a carico di Pietro Munisteri, personal trainer 35enne, e per la madre Anna Maria Taormina, bidella 60enne, entrambi residenti a Montebelluna ma originari di Porto Empedocle, in provincia di Agrigento

E'stato chiesto il rinvio a giudizio per Pietro Munisteri, personal trainer 35enne, e per la madre, Anna Maria Taormina bidella 60enne, entrambi residenti a Montebelluna ma originari di Porto Empedocle, in provincia di Agrigento, accusati di illecita importazione e commercializzazione sul territorio nazionale di medicinali vietati (tra cui il noto "Nandrolone"), così come anche di somministrazione e commercializzazione di medicinali scaduti o imperfetti, oltre che di falsificazione di prescrizioni mediche, esercizio abusivo della professione sanitaria ed assunzione di farmaci vietati. La data dell'udienza preliminare deve comunque essere ancora fissata dal gip.

La Procura di Treviso ha quindi chiuso le indagini che avevano coinvolto, oltre a Munisteri e la madre,  65 persone tra cui figurano anche i gestori di una tipografia di Villorba dove venivano stampate le false ricette mediche e le etichette adesive per il confezionamento dei medicinali contraffatti, la titolare di una farmacia di Castagnole (sospesa dal'ordine per tre mesi in attesa della determinazioni dei magistrati) e ben 47 acquirenti  (di cui 12 stranieri) residenti in 37 province, per lo più bodybuilders tra i 20 ed i 53 anni. In totale nel corso dell'operazione, condotta dai carabinieri del Nas di Treviso e dai militi della compagnia di Agrigento, svoltasi nel novembre del 2021 e denominata "La Paesana", sono stati sequestrati farmaci per un valore complessivo di 103mila euro (1.428 confezioni e oltre 15.800 tra fiale, compresse, blister e 130 boccette di nandrolone). Grazie alla cooperazione di polizia Europol, è stato poi possibile ricostruire anche alcune rotte internazionali di provenienza dei farmaci acquistati via chat e social network, individuando in tal modo diversi cittadini stranieri (soprattutto tra Bulgaria, Grecia ed Ucraina) che erano destinatari di rimesse di denaro estere o di plichi di materiale. Un "gioco" questo che avrebbe permesso, tra la fine del 2019 e l'inizio del 2020, di trasferire all'estero ben 38mila euro ricevendo in cambio 31 spedizioni di medicinali a fronte dell'invio di 281 spedizioni verso 125 clienti in tutta Italia.

Le indagini, svoltesi nel corso del mese di marzo del 2021, avevano permesso di sorprendere i due principali indagati mentre stavano tentando di spedire prescrizioni mediche "bianche" per l'acquisto di prodotti farmaceutici con principi attivi a base di ormone della crescita. Durante la successiva perquisizione domiciliare i carabinieri hanno potuto sequestrare farmaci dopanti (tra cui 800 confezioni e 14.275 fiale sfuse, di cui 103 di nandrolone) per un valore di  55mila euro, ricette false, 42.150 euro in contanti quale provento dell'attività illecita oltre a  numerosi flaconi in vetro vuoti o contenuti in un liquido non meglio identificato e altri recanti etichette di varie preparazioni verosibilmente farmacologiche. Inoltre erano stati trovati cinque plichi già pronti per la spedizione e contenenti prodotti steroidei, un listino prezzi con tutti i prodotti in vendita, appunti con i nomi e le utenze telefoniche dei clienti e anche bonifici esteri.

Secondo la ricostruzione dei militari, madre e figlio (arrestati a Porto Empedocle dagli uomini della compagnia dei carabinieri di Agrigento) gestivano dunque in maniera evidente un illecito commercio di prodotti farmaceutici ad azione dopante, il tutto utilizzando false ricette mediche o tramite fornitori stranieri pagati con money-transfer o con versamenti su conti correnti esteri. Inoltre, i prodotti venivano rivenduti in primis a bodybuilders in tutta Italia, con spedizioni postali riferite e mittenti e/o destinatari fuorvianti, anche perché gli stessi indagati producevano e commerciavano persino falsi prodotti farmaceutici utilizzando nomi di brand inventati con etichette stampate in autonomia ("Medical Pharma" e "Dunning Labs" su tutti).

Munisteri, che dopo la perquisizione a casa della madre si era trasferito in Sicilia, avrebbe continuato la proprio attività criminale e nell'estate del 2021 il 35enne venne fermato dai Carabinieri di Agrigento, che nella sua macchina ritrovarono flaconi delle stesse sostanze proibite.

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