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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Cronaca

Donna morta al pronto soccorso, gli avvocati del medico: "Non ha sottovalutato il caso"

I legali Salvatore Cannata e Ninni Giardina della professionista del San Giovanni Di Dio, intervengono dopo la condanna, chiarendo la posizione dell'assistita

Gli avvocati Salvatore Cannata e Ninni Giardina intervengono in merito alla vicenda relativa alla condanna di un medico di pronto soccorso dell'Ospedale "San Giovanni di Dio", per la morte di una 36enne empedoclina.

Gli avvocati del medico, Rosa Manuele, - scrivono in una nota - "intendono intervenire affinché venga fatta una corretta cronaca della vicenda giudiziaria che riguarda la nostra assistita. Sebbene non si condivida la dinamica della spettacolarizzazione dei processi, tesa il più delle volte, non ad informare l’opinione pubblica ma ad influenzare ed anticipare le decisioni giudiziarie, ci vediamo costretti ad intervenire in questa sede. Ed invero, alcuni giornali, soprattutto online, sono soliti dare notizie, contravvenendo alle regole elementari di giornalismo, pubblicando una notizia senza chiedere la versione della controparte". 

"Pertanto quali difensori della dottoressa Rosa Manuele - si legge nella nota dei legali - leggiamo sul vostro sito la notizia della condanna della nostra assistita. L'articolo contiene alcune inesattezze e semplificazioni a partire dal titolo che è sicuramente offensivo e diffamatorio e per tali ragioni vi invitiamo a modificarlo altrimenti ci vedremo costretti ad adire l'autorità giudiziaria. La notizia, poi, è frutto di una semplificazione di un procedimento complicato durato quasi 5 anni e che non si può ridurre ad affermazioni semplicistiche quale quella indicata nel titolo 'Scambiò problemi cardiaci con colpo di freddo', circostanza falsa poiché mai emersa nel dibattimento e quindi vi invitiamo a citare la vostra fonte, sicuramente in mala fede e totalmente disinformata del procedimento".

"Infatti, sarebbe troppo complicato spiegare tutto quello che è accaduto nella vicenda in oggetto, - precisano gli avvocati Cannata e Giardina - ma in sintesi si può affermare che la nostra assistita si è trovata ad operare in pochi minuti con una paziente che priva di familiarità conosciuta e riferita di pregresse problematiche cardiache è arrivata in pronto soccorso intorno alle 20.10 ed è deceduto intorno alle 20.50. Nel frattempo nessuno ha sottovalutato il problema dalla stessa riferito ma si è operato al fine di fare una diagnosi differenziale atteso che la signora presentava un forte mal di testa, oltre che altri malesseri che duravano da circa una settimana (sintomi tutti, scientificamente incompatibili con le problematiche cardiache della signora ). L'autopsia ha poi verificato che la signora era affetta da trivasale ostruttiva delle coronarie (patologia sconosciuta alla stessa e per cui non aveva mai in precedenza avuto problemi o ricoveri), la stessa era anche risultata negativa agli enzimi ed ebbe a decedere nell'arco di appena 40 minuti dal suo ingresso in pronto soccorso, per la cosiddetta 'morte improvvisa' come chiarito dal consulente del pm". 

"Al momento non conosciamo, naturalmente, le motivazioni per cui la dottoressa Croce ha inteso condannare la dottoressa Manuele - concludono i legali - ma possiamo già anticipare che la condanna ci lascia molto sorpresi rispetto a quello che era emerso in dibattimento. Restiamo in attesa di conoscere le motivazioni della Sentenza che sicuramente sarà oggetto di impugnazione poiché errata in fatto ed in diritto, ciò al fine di ripristinare l'onore di una seria e preparata professionista, oltre che della verità dei fatti che forse potrà dare pace ai famigliari della signora Vaccaro".

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