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La Corte d'appello

La Corte d'appello

"Donna morì a causa di una pancreatite", assolti in appello cinque medici

I giudici sono arrivati alla conclusione che non vi sia stato alcun nesso fra il decesso della 58enne Maria Ferraro, avvenuto anche causa di un’infezione, e l’operato dei medici

Donna morta a causa di una pancreatite, la Corte d'appello assolve cinque medici perché "il fatto non sussiste". In primo grado, nel 2015, il giudice monocratico del tribunale di Agrigento, Maria Alessandra Tedde, li aveva condannati a 9 mesi di reclusione ciascuno per l’accusa di omicidio colposo. Si tratta di Francesco Buscaglia, 49 anni; Vincenzo Scudera, 65 anni; Pasquale Zicari, 66 anni; Carlo Fontana, 47 anni e Fabrizio Alletto, 46 anni. Già in primo grado erano stati assolti altri due medici dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento, ovvero Antonino Maniscalco, 68 anni, e Gerlando Riolo di 64 anni. 

I giudici di appello, ai quali si sono rivolti i difensori (il collegio era composto dagli avvocati Daniela Posante, Davide Casà, Alessandro Marchica, Ignazio Valenza, Salvatore Maurizio Buggea e Gaetano Mattina), dopo avere riaperto l’istruttoria disponendo una perizia, sono arrivati alla conclusione opposta secondo cui non vi sarebbe stato alcun nesso fra la morte della cinquantottenne Maria Ferraro, avvenuta anche causa di un’infezione, e l’operato dei medici. Secondo l’ipotesi iniziale che ha retto solo al vaglio del processo di primo grado, i medici avrebbero provocato la morte della donna che si sarebbe, invece, potuta evitare se avessero approfondito i sintomi di un’emorragia che era in corso e che si rivelò decisiva. L'inchiesta ed il processo sono scaturiti dalle denunce dei familiari della donna, morta a soli 58 anni, secondo cui "una corretta diagnosi nelle fasi del ricovero in ospedale avrebbe potuto evitare il decesso".

Agrigentina morta per un'infezione: condannati cinque medici, assolti in due

I familiari della vittima si sono costituiti, difesi dagli avvocati Arnaldo Faro e Carmelina Danile, parte civile al processo e in primo grado avevano pure ottenuto il risarcimento dei danni che è stato revocato con il verdetto assolutorio deciso dai giudici di appello. I cinque medici dell'ospedale "San Giovanni di Dio" erano stati condannati "in solido, con il responsabile civile dell'azienda sanitaria provinciale di Agrigento, al pagamento delle spese di lite sostenute dalle parti civili". Al termine della requisitoria il sostituto procuratore generale aveva chiesto di confermare il verdetto di primo grado, ovvero la responsabilità degli imputati ma non la condanna a 9 mesi di reclusione perché i fatti – risalenti al 2008 – erano ampiamente prescritti. I giudici, invece, sono entrati nel merito e hanno deciso l’assoluzione di tutti.

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