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Lunedì, 23 Maggio 2022
Cronaca

"Donna di 53 anni morta per insufficienza renale non diagnosticata", per il pm i reati sono prescritti

Dopo quasi 9 anni dai fatti contestati il pubblico ministero chiede il “non doversi procedere per intervenuta prescrizione” nei confronti di 3 medici dell’ospedale “San Giovanni di Dio” accusati di omicidio colposo

Sono passati quasi 9 anni dalla morte della 53enne Rosa Castiglione: era il 2 luglio del 2013 quando il suo cuore cessò di battere per un’insufficienza renale non diagnosticata all’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento. A giudizio, con l’accusa di omicidio colposo, 3 medici in servizio, all’epoca dei fatti, al nosocomio agrigentino. Furono indagati a seguito di una denuncia presentata dai familiari della donna: erano ritenuti responsabili della sua morte poiché avrebbero effettuato una terapia idratante e non predisponendo una tac che avrebbe potuto rimediare allo scompenso metabolico. Il processo, in corso davanti al giudice monocratico Fulvia Veneziano, dovrebbe concludersi il prossimo 31 marzo dopo le arringhe finali degli avvocati difensori (Giuseppe Scozzari, Giusy Katiuscia Amato e Ignazio Valenza). Gli imputati sono Marcella Indelicato, 49 anni, medico del pronto soccorso; Antonio Granata, 53 anni, primario del reparto di Nefrologia e Pasquale Zicari, 65 anni, medico chirurgo. Durante l’ultima udienza il pubblico ministero ha chiesto per tutti il “non doversi procedere per intervenuta prescrizione”.

La cinquantenne riferì di accusare dolore addominale e vomito. I sanitari prescrissero una serie di accertamenti per mettere meglio a fuoco la situazione. Gli esami ematochimici, in particolare, evidenziarono una insufficienza renale acuta. Un corretto approccio, sosteneva l’accusa, avrebbe potuto evitare il decesso della donna.

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