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Lunedì, 23 Maggio 2022
Cronaca Lampedusa e Linosa

Aiutavano i migranti a scappare da Lampedusa? Via libera alle intercettazioni

Il giudice ne ammette l'uso all'udienza preliminare a carico di 9 persone, fra cui alcuni volontari dell'Askavusa. Il pm: "Documenti, biglietti di viaggio e abitazioni per evitare i rimpatri"

Via libera all'uso delle intercettazioni all'udienza preliminare a carico di 9 persone, fra cui i volontari dell'Askavusa, accusate di mettere a disposizione degli stranieri - arrivati clandestinamente in Italia - documenti, biglietti di viaggio e abitazioni per sottrarli a rimpatrio ed espulsione.

All'udienza precedente i difensori - in particolare gli avvocati Leonardo Marino, Germana Graceffo e Gaetano Pasqualino - hanno presentato alcune eccezioni preliminari chiedendo, fra le altre cose, di dichiarare inutilizzabili le intercettazioni per una serie di irregolarità procedurali. Il giudice Micaela Raimondo, tuttavia, ha ritenuto legittima l'acquisizione della prova sul piano formale e ne ha ammesso l'uso.  

Il 18 aprile del 2019 furono arrestati due tunisini. Ad essere posti, allora, ai domiciliari furono Nazha Achibi di 56 anni e Sadok Fathallah di 62 anni. Entrambi sono stati ritenuti responsabili, in concorso, del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

I tunisini, secondo quanto ipotizza l'accusa, dietro il pagamento di somme di denaro, favorivano l'illegale permanenza di cittadini stranieri sul territorio nazionale. E lo facevano mettendo a disposizione di alcuni migranti documenti d’identità, biglietti di viaggio per far risultare che gli stessi immigrati erano giunti legalmente in Italia e poi garantivano sicure modalità di trasferimento per raggiungere altri paesi europei.

Questa ipotesi di reato è contestata anche a Mohamed Ahmed Mansour, 30 anni, figlio di tunisini ma nato in Italia;  El Aid Ben Mohamed, 44 anni, tunisino e Mario Caruana, 38 anni, di Porto Empedocle. Stesso titolo di reato ma condotte diverse per tre componenti dell'associazione Askavusa che, senza alcuna richiesta economica o di altra natura ai migranti clandestina, li avrebbero ospitati illegalmente nelle proprie abitazioni o in abitazioni a loro riconducibili favorendo, in questo modo, la loro permanenza illegale in Italia in quanto gli avrebbero impedito il trasferimento, l'espulsione o il rimpatrio.

Si tratta di Francesca Del Volgo, 41 anni; Annalisa D'Ancona, 41 anni e Irene Cocco, 39 anni. Il solo Ben Mohamed Mohamed, tunisino di 26 anni, uno dei migranti entrati illegalmente in Italia che avrebbe ricevuto i documenti per restare in Italia, è accusato di false dichiarazioni a pubblico ufficiale. Si torna in aula il 9 marzo. 

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