Sabato, 18 Settembre 2021
Cronaca

Sempre meno acqua, l'estate si annuncia "assetata": convocata assemblea dei sindaci

Nei giorni scorsi la gestione commissariale ha lanciato l'allarme: Siciliacque ha ridotto la fornitura, i turni saranno sempre più lunghi

Turni idrici sempre più lunghi e, purtroppo, con prospettive tutt'altro che rosee per il futuro. A dirlo non sono solamente i rubinetti, sempre più a "secco", ma persino la gestione commissariale del servizio idrico, che nei giorni scorsi ha scritto alle istituzioni preannunciando l'arrivo di giorni molto cupi.

Nel dettaglio il commissario prefettizio Gervasio Venuti è intervenuto in seguito alla "persistente criticità nell'approvvigionamento idrico che si registra, ormai da diverse settimane, nella quasi totalità dei comuni gestiti" che dipende, dice, dal fatto che Siciliacque ha mantenuto inalterata (o l'ha leggermente ridotta) la quantità di acqua fornita (già da maggio) nonostante il fisiologico aumento della richiesta, connesso all'aumento delle temperature.

Un comportamento che, dice Venuti, deriva "da quanto è stato possibile apprendere da Siciliacque, dalla carenza di risorsa idrica disponibile nell'invaso Fanaco" e che ha avuto già importanti ripercussioni, con turni allungati in diverse zone della provincia, anche di una settimana, quando va bene.

La disponibilità idrica, continua Venuti, è "appena sufficiente per l'intera collettività gestita" e questo "determina l'assoluta ingovernabilità della distribuzione idrica, per di più in un periodo caratterizzato dall'emergenza Covid, non ancora definitivamente superata". 

Una situazione, avverte il commissario, che non potrà che aggravarsi, con la disponibilità media di acqua fornita che calerà fino a 74 litri/secondo rispetto alla media del 2019-2020. Sempre a patto che non si presentino nuove e probabili situazioni emergenziali che potrebbero rendere queste previsioni persino ottimistiche.

Come risolvere il problema? Se in queste settimane si sono più volte sventolate soluzioni a medio e lungo termine che di fatto non risolveranno nulla o quasi nell'immediato, Venuti ipotizza due scenari: il primo prevede interventi di manutenzione e attività sulle reti (con la precisazione che Girgenti Acque non ha le risorse per farvi fronte); il secondo il recupero delle fonti oggi gestite dal Tre Sorgenti, che è stato già condannato a febbraio del 2021 dal Tribunale delle Acque a restituire impianti e risorse idriche gestite alla gestione commissariale affinchè si intervenga per ridurre perdite (con quali soldi?) e mettere a frutto l'acqua recuperata in modo da "bilanciare eventuali criticità dovute all'attuale crisi di risorse o a situazioni transitorie dovute a guasti".

Il prossimo 22 giugno, intanto, si terrà un'assemblea dei sindaci per fare il punto sulla situazione. Che risultati potrà portare, lo scopriremo.

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