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Salvatore Moncada

Salvatore Moncada

Agrigento, il Tribunale dissequestra conti e beni all'imprenditore Moncada

Le ipotesi accusatorie sono state ritenute prive di fondamento. Il Tribunale ha ravvisato la "carenza del fumus commissi delicti in relazione ai reati di lottizzazione abusiva e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche fondanti la misura cautelare"

La seconda sezione penale del Tribunale di Agrigento, presieduta da Francesco Paolo Pizzo (a latere Ermelinda Marfia e Francesco Gallegra), ha accolto le istanze di riesame presentate da Salvatore Moncada, amministratore di "Moncada Energy Group s.r.l." e di "M&A Rinnovabili s.r.l.", e da Stefano Moncada, in proprio e nella qualità di legale rappresentante della società agricola "Solar Farm s.r.l.", entrambi rappresentati e difesi dagli avvocati Marco Giglio e Gabriele Giglio, disponendo, per l’effetto, l’immediato dissequestro dell’impianto denominato "Serre Narbone", nonché dei conti correnti intestati alla "Solar Farm".

Le ipotesi accusatorie sono state ritenute prive di fondamento. In particolare, il Tribunale - condividendo le tesi difensive degli avvocati Marco e Gabriele Giglio - ha ravvisato la "carenza del fumus commissi delicti in relazione ai reati di lottizzazione abusiva e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche fondanti la misura cautelare".

Ed infatti, relativamente al reato di lottizzazione abusiva contestato dalla Procura della Repubblica, il Tribunale di Agrigento ha fugato ogni dubbio in ordine alla assoluta buona fede e correttezza dell’operato del Gruppo Mondaca, all’uopo chiarendo come l’iter amministrativo inerente l’impianto oggi dissequestrato sia stato affrontato "con prudenza dalla Moncada Energy Group s.r.l., la quale, lungi dall’avviare con immediatezza i lavori di cui alla progettazione depositata presso l’ente locale ed oggetto della concessione n. 85/2009, con prontezza chiedeva lumi al Dipartimento Regionale Industria, il quale dopo qualche tempo rassegnava le proprie considerazioni in ordine alla correttezza della procedura amministrativa seguita dal Comune. Appare significativo che ad emettere il parere sia stato organo diverso da quello che aveva appena autorizzato la realizzazione delle opere nonché lo stesso Ufficio competente per l’istruzione delle istanze di autorizzazione regionale unica ex art. 12 D. Lgs. n. 387/2003, di talchè non si vede come, in quel momento, a fronte della netta posizione assunta dall’Assessorato, gli odierni istanti potessero anche solo dubitare della liceità della propria azione".

Avuto riguardo al reato di truffa aggravata al "G.S.E. s.p.a.", ipotizzato dalla Procura in relazione alla presunta mancata coltivazione delle serre fotovoltaiche e finalizzato, sempre secondo il pm, alla indebita percezione delle tariffe incentivanti, il Tribunale di Agrigento, condividendo le tesi difensive degli avvocati Marco Giglio e Gabriele Giglio, si è così espresso: "Innanzi a tali considerazioni, non può certo ritenersi fittizia l’attività agricola posta in essere dal Gruppo Moncada presso le serre di Monte Narbone e, pertanto, non possono ravvisarsi, nella condotta degli odierni indagati, gli indizi di artifici e raggiri descritti nel capo di imputazione, né quel mutamento di destinazione e di uso descritto nella fattispecie incriminatrice di cui all’art. 44, comma I lett. C D.P.R. n. 380/2001" (lottizzazione abusiva). Alla luce di queste considerazioni, del pari inconsistenti sono state ritenute le accuse rivolte al progettista e direttore dei lavori dell’impianto di Serre Narbone, Ing. Girolamo Caruso.

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