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Martedì, 21 Maggio 2024
La polemica

Disinfestazione per liberare la città da zanzare e topi, l’affondo del Codacons: "Si continua a sperperare denaro pubblico"

L’associazione che tutela i consumatori si rivolge alla Corte dei Conti per annullare la delibera comunale che stabilisce gli interventi di bonifica per un importo di 122 mila euro

Il Codacons non ci sta e si rivolge alla Corte dei Conti per annullare in autotutela la delibera dello scorso 10 giugno che prevede il prelievo di un fondo di riserva per interventi di disinfestazione, derattizzazione e pulizia straordinaria dei centri abitati a salvaguardia della salute pubblica per un importo di 122 mila euro. 

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“Mentre noi stiamo ancora aspettando il sindaco e il suo dirigente - scrive Peppe Di Rosa del Codacons - che si esprimano se nel contratto di pulizia della città è previsto lo scerbamento, ecco cosa si inventano per la modica spesa di 122 mila euro. Ad oggi, 15 giugno, ancora nessuna notizia del bilancio 2022 e del consuntivo degli anni 2020 e 2021: gli strumenti finanziari, di vitale importanza per l’ente. Eppure il sindaco, lo scorso 10 giugno su proposta degli uffici, approvava con la sua Giunta una delibera di prelievo dal “fondo di riserva” del sindaco, in contrasto assoluto con le disposizioni di legge. Gli enti locali iscrivono nel proprio bilancio di previsione un fondo di riserva non inferiore allo 0,30 e non superiore al 2 per cento del totale delle spese correnti inizialmente previste in bilancio. Il fondo è utilizzato, con deliberazioni dell’organo esecutivo da comunicare all’organo consiliare nei tempi stabiliti dal regolamento di contabilità, nei casi in cui si verifichino esigenze straordinarie di bilancio o le dotazioni degli interventi di spesa corrente si rivelino insufficienti. La metà della quota minima prevista dai commi 1 e 2- ter è riservata alla copertura di eventuali spese non prevedibili, la cui mancata effettuazione comporta danni certi all’amministrazione. Nel caso in cui l’ente si trovi in una delle situazioni previste dagli articoli 195 e 222, il limite minimo previsto dal comma 1 è stabilito nella misura dello 0,45 per cento del totale delle spese correnti inizialmente previste in bilancio.

E infine, nella missione “Fondi e accantonamenti”, all’interno del programma “Fondo di riserva”, gli enti locali iscrivono un fondo di riserva di cassa non inferiore allo 0,2 per cento delle spese finali, utilizzato con deliberazioni dell’organo esecutivo.

Insomma l’amministrazione, facendo riferimento ad una nota con cui l’Asp intima la pulizia e la disinfestazione del territorio (l’azienda ormai invia questa lettera con cadenza annuale), in contrasto con quanto previsto nel contratto di pulizia della città, stabilisce la spesa di ben 122 mila euro”.

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