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Porto Empedocle, Comune sull'orlo del dissesto: dirigenti al lavoro per "tirare le somme"

Il commissario Rizza tra le altre cose chiede, entro 7 giorni, ai dirigenti di fornire l'elencazione delle voci riguardanti l'esposizione debitoria dell'Ente a partire dal 2013, il quadro dei residui attivi e dei debiti, le passività potenziali

“Le misure correttive previste sono tardive” e, quindi, non utili a superare le criticità. E' il giudizio quello che la Corte dei conti di Palermo ha pronunciato nei confronti del Comune di Porto Empedocle e delle iniziative poste in essere dal commissario Margherita Rizza rispetto al contenimento della spesa dell'Ente al fine di scongiurare un dissesto finanziario. 

Così come ripoprtato da Gioacchino Schicchi su La Sicilia, il commissario Rizza ha poi chiesto ai dirigenti con un atto d'indirizzo "l'esposizione debitoria dell'Ente a partire dal 2013, il quadro dei residui attivi e dei debiti, le passività potenziali, l'elenco dei decreti ingiuntivi, consistenza mutui, l'analisi del triennio per la copertura dei servizi indispensabili degli enti, i dati connessi alla riscossione dei tributi locali, la ricognizione del contenzioso pendente, oltre il “trend sull'utilizzo dell'anticipazione di tesoreria per gli anni 2013/2015, partendo "da una considerazione dello stato attuale, che già di per sé è tutto un programma, tracciando il quadro di un Comune debole, che si trascina dietro debiti risalenti al 2013 e che ha perso credibilità nei confronti dei fornitori". 

Nella fase introduttiva del suo atto infatti si parla infatti dei “ritardi dell'Ente nel pagamento degli stipendi del personale; la presenza presso il settore 'Patrimonio e Finanze' di determinazioni dirigenziali di liquidazioni, risalenti all'anno 2013, derivanti da acquisizioni di beni e servizi o da esecuzione di opere pubbliche, il cui importo alla data del 31 marzo 2016 è di 3.818.000 euro, come comunicato dall'ufficio finanziario" oltre che della "mancanza di liquidità dell'Ente che ha fatto venir meno la credibilità e l'affidabilità dello stesso che, in almeno 2 casi, non è riuscito ad ottenere la prestazione di servizio o la fornitura di beni per il mantenimento dei servizi comunali".

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