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Rifiuti, entro il 2025 i carabinieri bonificheranno la discarica di Cammarata

Il sito rientra fra quelli indicati, nel 2017, dal commissario unico. Al momento, i militari dell'Arma hanno ripulito 74 aree con una spesa di circa 45 milioni

C'è anche la discarica di Cammarata fra quelle da bonificare che sono state indicate, nel 2017, dal commissario unico. Quando, entro dicembre 2025, questo lavoro sarà concluso, la lunga lista di siti da mettere in sicurezza su tutto il territorio nazionale sarà chiusa, con 81 aree bonificate. È emerso nel corso della presentazione della XIII relazione semestrale  dell'attività di bonifica dei siti contaminati compiuta dall'Arma dei carabinieri.

Il report è stato presentato alla presenza di Giuseppe Vadalà, commissario unico per la bonifica delle discariche, Vannia Gava, vice ministro dell'Ambiente e Andrea Rispoli, comandante dell'unità dei Forestali. Fino a oggi le discariche bonificate sono state 74, per una spesa di circa 45 milioni. Le prossime 7 saranno messe in sicurezza attraverso le risorse del Pnrr. Tra le ultime ad essere state bonificate ci sono le discariche di Andretta (Avellino), dove è stata realizzata una terrazza panoramica per ammirare un cielo particolarmente privo di inquinamento luminoso, Filettato (Frosinone), accanto al più alto Comune del Lazio, Augusta (Siracusa) dove sarà riqualificato anche un campo da calcio e Pizzo Calabro (Vibo Valentia). Ed ancora: ecco anche le discariche di Lesina (Foggia), dove nascerà un bike park, Sant'Eremo in colle (Bari), Cammarata (Agrigento), Taverna (Cosenza), Isola del Giglio (Grosseto) e Chioggia (Venezia). 

Da quando è iniziata l'attività sono state ben 1923 le missioni effettuate, 1422 le riunioni svolte e 489 gli incontri istituzionali serviti per poi procedere ai lavori. "Quelli di oggi sono risultati importanti - ha spiegato Gava - . Si tratta di risultati storici: in circa 7 anni abbiamo restituito 74 aree ai cittadini con la messa in sicurezza dei siti sia dal punto di vista della salute che dell'ambiente. Ora servono gli impianti, che vanno fatti in ogni territorio, li dove servono. Mandare i rifiuti in giro non è più sostenibile". "Attraverso questa attività di messa in sicurezza e perimetrazione del rischio - ha aggiunto Rispoli - noi tuteliamo il territorio guadagnando bellezza, benessere e salute. Inoltre riduciamo la spesa pubblica con meno spese e sanzioni a carico degli enti. Nello specifico abbiamo fatto risparmiare 158 milioni di euro al contribuente. Proteggendo boschi e foreste, infine, voglio anche ricordare che preserviamo l'ambiente ma anche i versanti e quindi le infrastrutture umane".

"Ormai- ha concluso Vadalà- siamo quasi alla fine, mancano solo 7 siti per finire e concluderemo il lavoro entro il dicembre 2025. Siamo al settimo anno di questa missione dei carabinieri e abbiamo fatto squadra con Comuni, Regioni, Province, con le Arpa, la magistratura e le prefetture per disinquinare e quindi dare sicurezza ambientale e salubrità ai cittadini e risparmiare fondi. La sanzione è di 3,6 milioni rispetto ai 42 milioni iniziali, quindi molto più bassa. Il risparmio per lo Stato è 21 milioni per ogni anno".

(fonte: Dire)

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