Lunedì, 22 Luglio 2024
Istruzione

Guerra ai diplomifici, anche in Sicilia avviate procedure di revoca per diversi istituti paritari

Sono 47 su 70 le scuole in cui sono state riscontrate irregolarità tra l'Isola, il Lazio e la Campania. Il ministro: "Trovati docenti che non avevano l'abilitazione per quella materia, numero di aule non idoneo a ospitare tutte le classi e altre gravi anomalie"

Scattano i procedimenti di revoca per 47 istituti paritari di secondo grado tra Lazio, Campania e Sicilia in cui sono state riscontrate irregolarità in seguito alle ispezioni in 70 scuole di queste tre regioni. Sono i numeri resi noti dal ministero dell'Istruzione e del merito a conclusione del piano straordinario di vigilanza sui diplomifici avviato dallo scorso novembre. Non si conoscono, invece, ancora i nomi delle scuole coinvolte, anche perché ogni istituto potrà presentare le proprie controdeduzioni.

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La procedura di revoca della parità avrà validità "per il prossimo anno scolastico", ha detto il ministro Giuseppe Valditara al Gr1. Diverse le irregolarità riscontrate durante i controlli nelle 70 scuole di Lazio, Campania e Sicilia, citate dal ministro: "Docenti che non avevano l'abilitazione per quella materia, numero di aule non idoneo a ospitare tutte le classi, gravi irregolarità sugli esami di idoneità. Ovviamente poi - ha aggiunto Valditara - si aprirà il contraddittorio e le scuole hanno tempo un mese per dimostrare le loro ragioni. Ovviamente per legge non può avere valore retroattivo e quindi la revoca della parità vale per il prossimo anno scolastico". Il ministro ha citato poi alcune delle iniziative normative orientate a contrastare ancora più efficacemente le irregolarità riscontrate. "Non sarà più possibile fare quattro anni in uno, - ha detto Valditara al Gr1 - gli esami di idoneità saranno più severi e poi ci sarà l'obbligo del registro elettronico perché abbiamo riscontrato che con il registro cartaceo si possono fare molte alterazioni". 

Le scuole oggetto di ispezione sono state individuate fra quelle nelle quali si è maggiormente evidenziato negli anni scolastici precedenti il fenomeno di un abnorme incremento degli studenti iscritti alle classi terminali a fronte di un esiguo numero di studenti frequentanti le classi iniziali. I risultati delle ispezioni hanno evidenziato un quadro diffuso di irregolarità che sono passate al vaglio degli Uffici scolastici regionali di Campania, Lazio e Sicilia. Inoltre, in una serie di casi, i collegi ispettivi hanno promosso la segnalazione alla guardia di finanza, anche grazie al protocollo d'intesa siglato dal ministero dell’Istruzione e del merito con il comando generale, e alla Procura per i profili di indagine di competenza.

Tra le irregolarità più gravi e significative che sono emerse dalle ispezioni il Mim segnala: numero di aule insufficienti per accogliere tutte le classi attivate e/o arredi insufficienti in relazione agli studenti iscritti; mancato rispetto dei quadri orari delle discipline degli indirizzi di studio e in alcuni casi eliminazione totale di alcune discipline; mancanza dei laboratori, dell’azienda agraria nel percorso tecnico agrario, delle cucine e delle derrate alimentari nei percorsi enogastronomici; assenza del curricolo di educazione civica; funzionamento di più classi quinte collaterali con alto tasso di studenti residenti fuori regione (fino al 90%) dei quali non è dichiarato il domicilio vicino alla scuola ai fini di una regolare frequenza scolastica; personale docente privo di abilitazione e persino del titolo di accesso per l’insegnamento delle discipline; difformità delle ore di servizio indicate nei contratti individuali di lavoro rispetto alle prestazioni lavorative risultanti dai documenti di assegnazione alle classi; grave inosservanza delle disposizioni vigenti in materia di esami di idoneità ed esami integrativi; lacune e incongruenze nella tenuta dei registri cartacei ed elettronici che minano la veridicità di quanto attestato.  

In aggiunta alle verifiche del piano di vigilanza, il ministro Valditara ha promosso anche importanti iniziative normative, che sono orientate a contrastare ancora più efficacemente le irregolarità che sono emerse dai controlli in corso. Ci si riferisce, tra le altre, all'obbligo del registro elettronico, ai limiti alla istituzione delle classe collaterali ed alle regole per il sostenimento contestuale di esami per più anni scolastici. Le nuove misure sono state approvate in Consiglio dei ministri nell'ambito del disegno di legge Semplificazioni. Il ddl è di imminente presentazione alle Camere e sarà approvato, secondo quanto previsto dal Pnrr, entro la fine di quest'anno.

"Sintonia totale, un convinto plauso e la soddisfazione per il fruttuoso impegno comune con il ministro dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara. I diplomi si guadagnano e si conquistano con l’impegno e la dedizione autentica, non si comprano", dice l’assessore regionale dell’Istruzione e della Formazione professionale, Mimmo Turano. Sulla situazione siciliana, l'assessore specifica che "ciò che risulta agli atti è una percentuale molto alta di procedure di avvio delle revoche a causa di rilevanti o gravi criticità, in rapporto al numero delle ispezioni svolte".  

"Esprimo apprezzamento - aggiunge Turano - per l’operato del direttore dell’Ufficio scolastico regionale per la Sicilia, Giuseppe Pierro, e soddisfazione per un’articolata iniziativa di contrasto che sarà presto, mi auguro, coronata dall’approvazione del disegno di legge governativo che fissa regole inflessibili sulla regolarità dei percorsi formativi nelle paritarie, atteso all’esame delle Camere".

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