"Diplomi facili", maxi truffa da 2 milioni: coinvolte scuole dell'Agrigentino

Ci sarebbero anche alcuni istituti privati di Canicattì e Licata nell’operazione della guardia di finanza di Ragusa cha ha portato alla denuncia di 80 persone tra presidi, professori, alunni e medici

Un'aula scolastica (Foto d'archivio)

Ci sarebbero anche alcuni istituti privati di Canicattì e Licata coinvolti nell’operazione della guardia di finanza di Ragusa che ha permesso di smascherare un'organizzazione a delinquere finalizzata al conseguimento di diplomi di maturità 'facili', dietro pagamento di somme di denaro.

Nell’operazione "Diplomat", che ha portato alla denuncia di 80 persone - secondo quanto riferisce l’Agi - sarebbero coinvolti presidi, professori, alunni, personale di segreteria, dipendenti pubblici e medici. Si tratterebbe di una vasta truffa, ramificata tra le province di Ragusa, Siracusa, Agrigento e Catania, con ricavi stimati in oltre due milioni di euro, capace di mettere sotto scacco una parte del sistema scolastico e di “fabbricare” diplomati fasulli.

L’inchiesta è partita da un centro di istruzione privato con sede a Ispica e Rosolini, nel Siracusano, gestito da una coppia di coniugi. Poi si è allargato, coinvolgendo, oltre agli organizzatori, una settantina tra presidi, professori e personale di segreteria operanti tra Ispica, Rosolini, Licata, Canicattì e Acireale, accusati di truffa, falso, abuso di ufficio e rivelazione di segreti di ufficio.

Secondo alcuni dettagli scaturiti dalle indagini, nelle prove di maturità, i candidati, circa cento l'anno, si sarebbero recati presso alcuni istituti paritari di Licata, Canicattì ed Acireale, dove – riporta l’Agi – "grazie alla presenza di docenti compiacenti, sono stati più che agevolati nel superamento degli esami sia scritti che orali, tramite la concessione, tra l'altro, dell'uso del cellulare e delle classiche cartucciere". 

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