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"Dipendente perseguitato perché si era iscritto al Cobas", due rinvii a giudizio

Autotrasportatore si ammalò pure di depressione a causa - sostiene l'accusa - dello stalking dei responsabili della ditta

Stalking a dipendente per vendicare la sua adesione al sindacato Cobas: dopo la sua iscrizione all’ente sarebbero iniziate le contestazioni pretestuose e persino il trattenimento dalla busta paga di oltre 10 mila euro.

Il giudice dell’udienza preliminare Francesco Provenzano ha disposto il rinvio a giudizio, con l’accusa di atti persecutori, nei confronti di Friedrich Haeder Johann, 59 anni e Alfred Oberrauch, il primo responsabile della filiale di Bolzano e il secondo capo ufficio della Ferecam, società leader in Italia nel settore dei trasporti.

La vittima sarebbe un autista di autotreni che, in seguito alla sua iscrizione al sindacato, avrebbe subito quattro procedimenti disciplinari pretestuosi. In particolare gli sarebbe stato contestato di usare senza l’autorizzazione il mezzo di lavoro per andare a Favara, invece che fermarsi al deposito di Catania. “Circostanza che in precedenza – ha sottolineato il pm Antonella Pandolfi – nella richiesta di rinvio a giudizio era tollerata nei suoi confronti e ne

i confronti di altri lavoratori”: in seguito, inoltre, avrebbe subito il trattenimento dalla busta paga di una somma complessiva di 10.491 euro a titolo di rimborso delle spese di gasolio non autorizzate, sottratte con cadenza mensile in rate da 200 euro. E poi ancora gli sarebbero stati modificati senza preavviso gli itinerari di viaggio a cui era destinato e sarebbe stato mantenuto per ripicca appositamente in trasferta per sei settimane dal 13 novembre al 18 dicembre del 2017. 

Un atteggiamento persecutorio che avrebbe causato al dipendente dell’azienda “un perdurante stato di ansia che gli causava “recidiva di disturbo depressivo reattivo cronico con ansia e polisomotizzazioni oltre a turbe del sonno”. 

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