"I dati della differenziata non combaciano", Giampiero Trizzino (M5S) punta il dito sui numeri

Il parlamentare ha confrontato le percentuali fornite dalla Regione e quelle dell'Ispra, riscontrando delle differenze anche significative in provincia

(foto ARCHIVIO)

La raccolta differenziata in Sicilia, dice la Regione (e dicono molti sindaci) sta crescendo, ma i dati sono attendibili? Se lo è chiesto il deputato regionale del Movimento 5 Stelle Giampiero Trizzino, il quale ha spiegato che no, a suo parere non lo sono affatto. Il parlamentare ha messo a confronto in particolare i numeri forniti dalla Regione (che arrivano dai Comuni) e quelli dell'Ispra, l’organismo nazionale deputato ai rilievi ambientali e le differenze sono, dice, "considerevoli".

Tra i casi citati ci sono anche diversi centri agrigentini: "Nel 2017 a Realmonte - spiega -  per la Regione la differenziata sarebbe stata al 68,08%, per l’Ispra al 54,10%. A Camporeale (Pa) la Regione ‘sparava’ un 46,05%, mentre l’Ispra si fermava al 24,40%. A Roccamena (Pa), la Regione ha dichiarato un 54,42% ma per l’Ispra sarebbe al 74,73%. Potrei andare avanti con altre decine di Comuni su cui ho fatto un’indagine a campione e le differenze continuerebbero ad essere notevolissime".

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Il parlamentare, quindi, si chiede "quali siano i criteri di calcolo seguiti dalla Regione, anche perché a voler seguire i dati Ispra, in molti Comuni salterebbero immediatamente le premialità che sono state attribuite per aver superato determinate percentuali di raccolta differenziata, mentre altri Comuni ne avrebbero diritto e invece sono stati penalizzati".

Tra i casi di "ricicloni" che però tali non sarebbero l'Ispra, ci sono in provincia Calamonaci (per la Regione al 67,99%, per l’Ispra al 53,86% - 92.738 € ricevuti- ) e Sant’Angelo Muxaro, premiato dalla Regione con 150.993 euro per il risultato del 75,55% di differenziata, "dato - dice Trizzino - che per per l’Ispra sarebbe fermo al 56,03%: oltre il 19% di differenza in meno".

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"Sarebbe il caso di chiedere ai siciliani - suggerisce Trizzino - se davvero negli ultimi mesi hanno trovato le loro città più pulite, perché al di là delle tabelle e dei dati riportati sul sito dell’assessorato, quel che conta è la percezione dei cittadini. Nelle grandi città, ma anche nei piccoli Comuni, i rifiuti continuano ad invadere le strade così come avveniva in passato. Da questo punto di vista il problema sembra tutt’altro che superato. La denuncia che facciamo da anni è che in assenza di programmazione, leggasi Piano dei rifiuti, qualsiasi soluzione altro non è che un tentativo di risolvere il problema in modo emergenziale. E di emergenze la Sicilia ne ha già subite abbastanza”.

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E Agrigento? Il parlamentare non ha guardato al dato della città capoluogo (gli ultimi disponibili sono del 2017) e lo abbiamo fatto noi: per l'Ispra la città in quell'anno era all'8.9% di differenzita contro l'8.45% registrato dalla Regione. 

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