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Dichiarata guerra  al "verme del pistacchio"

Dichiarata guerra al "verme del pistacchio"

Dichiarata guerra al "verme del pistacchio"

La Soat di Raffadali cerca soluzioni al problema che rischia di azzerare la produzione di...

Gli estesi attacchi di insetti fitofagi nei confronti del frutto del pistacchio, la cui coltura è assai estesa nella nostra zona, ne ha provocato, negli ultimi anni, una drastica diminuzione produttiva, che sta mettendo in crisi i produttori del nostro territorio. Per contrapporsi a questo contesto, la Soat di Raffadali, diretta da Salvatore Galvano, ha avviato un programma mirato, a sostegno delle produzioni dei pistacchieti.

“Dalle prime analisi – ha spiegato Galvano - si è potuto osservare che le gemme vengono erose dal coleottero scolitide Chaetoptelisus vestitus Muls e da insetti carpofagi, tra i quali l’imenottero torimide Magastigmus pistaciae Walker della cui razionale e approfondita conoscenza bio-etologica e dall’interazione pianta-fitofago, bisogna trarre le mosse per opporre adeguata difesa e debellare le infestazioni. Al riguardo si sono mossi i primi passi attraverso la redazione di un progetto di ricerca e sperimentazione a cura del professor Santi Longo, Ordinario di Entomologia agraria dell’Università di Catania, che prevede il monitoraggio in campo delle popolazioni adulte del megastigmo, il prelievo di campionature di frutti per determinare l’andamento e l’entità delle infestazioni e i conseguenti interventi con impiego di prodotti fitosanitari autorizzati. Associati alla eliminazione dei frutti infestati, che concorrono alla proliferazione, nell’annata agraria successiva, sui nuovi frutti di pistacchio e di terebinto. Le pratiche colturali - ha continuato - sono riconducibili a potatura annuale, concimazione invernale ed in alcune lavorazioni annuali legate a principi tradizionali. La produttività, in tal modo, viene rallentata tanto da contribuire ad accentuarne l’alternanza. A conclusione delle attività – ha concluso Galvano - saranno diffusi i risultati ottenuti con l’evidente intento di renderli immediatamente fruibili ai pistacchicoltori della nostra zona che potranno così meglio fronteggiare il 'nemico' e trarne grande giovamento per i loro raccolti”.


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