Lunedì, 17 Maggio 2021
Cronaca

Minacce, danneggiamenti, usura e droga: Cosa Nostra resta "fedele" ai vecchi metodi

Dall’analisi delle risultanze investigative registrate nel secondo semestre del 2018 si rileva come il traffico, e la conseguente distribuzione degli stupefacenti, continui a rappresentare una delle attività privilegiate

Aumentate le minacce e i danneggiamenti. "Strade" privilegiate da Cosa Nostra per imporre l'usura. Svariate, inoltre, le intimidazioni nei confronti di rappresentanti delle istituzioni. Le consorterie agrigentine, non disdegnando i nuovi business e il tentativo di infiltrarsi nell'economia legale, restano "fedeli" ai vecchi comportamenti per incutere terrore, imporsi e per recuperare liquidità. Emerge anche questo - e sono dei dati allarmanti - dalla relazione, sul secondo semestre del 2018, della Dia di Agrigento al ministro dell'Interno e al Parlamento.

Danneggiamenti e usura

"Rispetto al semestre precedente, nel periodo in esame, sono aumentati, in provincia di Agrigento, le minacce e i danneggiamenti ai danni di operatori economici, sintomatici della pressione esercitata nel territorio dalle organizzazioni mafiose. Secondo un modello ormai consolidato, tale pressione viene esercitata con una sorta di gradualità ascendente che, partendo da atti simbolici, arriva ad azioni più gravi, come l’incendio di autoveicoli e mezzi, la distruzione e il danneggiamento di uliveti e frutteti - ricostruisce la Direzione investigativa antimafia - . Il fenomeno dell’usura (da sempre alimentato da fattori riconducibili alle difficili congiunture economiche, dalle limitazioni all’accesso al credito da parte degli operatori economici e dallo stesso generalizzato sistema estorsivo), costituisce, al di là dei dati statistici, influenzati dalla diffusa reticenza delle vittime, un canale alternativo al sistema creditizio legale e di sicuro arricchimento per le mafie. I dati numerici relativi alle denunce presentate non sembrano comprovare, infatti, l’effettiva e reale entità del ricorso a questa pratica, che continua a rimanere per la maggior parte sommersa".

Intimidazioni e interdittive

"Anche nel semestre in trattazione, si sono registrate, in differenti località della provincia, svariate intimidazioni, tramite danneggiamenti o minacce di vario genere, nei confronti di rappresentanti delle istituzioni. Si segnalano, inoltre una serie di danneggiamenti denunciati da personale di un consorzio di bonifica di Agrigento - prosegue la ricostruzione della Dia di Agrigento - . E' sempre alta l’attenzione e l’azione di contrasto sviluppata dalle competenti autorità. La Prefettura di Agrigento (anche per il tramite dell’attività svolta dal gruppo interforze) ha, infatti, emesso provvedimenti interdittivi per presunte infiltrazioni mafiose nei confronti di imprese ubicate in diversi Comuni della provincia e operanti in diversi settori quali quello dell’edilizia, del commercio ittico e di carni, dei rifiuti, agricolo, del commercio di mobili ed arredi e della gestione di servizi di pubblico interesse. Sovente i titolari risultano essere coniugi, figli o comunque persone collegate a soggetti con precedenti per mafia. Alle predette società sono state negate autorizzazioni amministrative e concessioni per erogazioni di finanziamenti pubblici. Una menzione particolare merita l’interdittiva antimafia emessa il 16 novembre 2018, in quanto sono stati ritenuti sussistenti elementi relativi a tentativi di infiltrazione mafiosa - prosegue la Direzione investigativa antimafia - nei confronti della società concessionaria del servizio idrico integrato in 27 dei 43 Comuni della provincia, compreso il capoluogo, con una convenzione trentennale stipulata nel 2007".

Sistematico ricorso ai traffici di droga 

"Rimane, inoltre, rilevante il ricorso da parte del crimine organizzato al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, che garantiscono consistenti guadagni. Dall’analisi delle risultanze investigative registrate nel secondo semestre del 2018 si rileva - scrive la Dia di Agrigento - come il traffico, e la conseguente distribuzione degli stupefacenti, continui a rappresentare una delle attività privilegiate da Cosa Nostra. Sono state rinvenute anche numerose piantagioni di cannabis, realizzate anche in serre, protette anche da impianti di videosorveglianza, soprattutto nella zona orientale della provincia". 

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