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Giovedì, 19 Maggio 2022
Cronaca

"Detenuto in condizioni degradanti", risarcito con 4.500 euro

Il campano Alessandro Piazza ha scontato la pena in una cella con uno spazio disponibile di meno di tre metri quadrati e senza il riscaldamento

Poco più di 4.500 euro per 580 giorni di “detenzione degradante” in una cella piccola e senza riscaldamento, con le docce in cattive condizioni e le infiltrazioni di umidità in numerosi locali del carcere.

A tanto ammonta il risarcimento che lo Stato dovrà pagare a un detenuto – il campano Alessandro Mazza, 38 anni – per non avergli consentito una detenzione in condizioni dignitose in tre carceri italiane, fra cui il Petrusa. Il magistrato di sorveglianza, Walter Carlisi, ha accolto il reclamo del difensore di Mazza, l’avvocato Gloria Sedita, e gli ha concesso un risarcimento di 8 euro per ogni giorno di detenzione “degradante” e “in condizioni contrarie alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo” che ha dovuto subire. Se fosse stato ancora detenuto avrebbe beneficiato di una scarcerazione anticipata.

Essendo, invece, libero dal 13 luglio (l’istruttoria avviata dopo il reclamo è stata particolarmente complessa) è stato disposto un risarcimento pecuniario. Mazza, nel 2011, è stato arrestato nell’ambito di un’operazione che ha disarticolato un giro di usura ed estorsioni ai danni dei commercianti veneti. 

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