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Al “Petrusa” detenuta scoperta con il telefonino nascosto nella vagina

Ad insospettire gli agenti di polizia penitenziaria sono stati i dialoghi della donna in cella

Una detenuta della casa circondariale “Pasquale Di Lorenzo” di Agrigento è stata trovata in possesso di un telefono cellulare. L’episodio si è verificato ieri sera. Personale di polizia penitenziaria, durante una normale ronda di controllo nella sezione femminile, avrebbe sentito la donna parlare, circostanza quest’ultima che ha destato sospetto perché il dialogo pare che non stesse avvenendo con una compagna di cella.

Da qui sono scattate le successive perquisizioni che hanno portato alla scoperta. Nell’auspicio di farla franca, la donna aveva occultato nella vagina, un telefono cellulare con scheda sim attiva, escamotage che però, essendo noto alle agenti in servizio, non ha prodotto gli efetti sperati. Adesso, indagini sono in corso per capire come quel telefono è entrato e  da quando tempo la detenuta ne fosse in possesso.

Quello dei ritrovamenti dei telefonini negli istituti di pena, è un fenomeno in costante crescita, dal primo gennaio, sarebbero oltre 1600 quelli scoperti in Italia e nella stessa casa circondariale di Agrigento, nel mese di maggio scorso, la polizia penitenziaria ne aveva scoperti  quattro. Secondo le organizzazioni sindacali di categoria, anche la presenza dei cellulari nelle carceri è il frutto di una patologica carenza d’organico del personale di polizia penitenziaria e più volte le stesse, per scongiurare i collegamenti all’esterno dei detenuti,  hanno chiesto al dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, di dotare le carceri di dispositivi elettronici in grado di annullare il campo telefonico .
 

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