Cronaca

L'inchiesta sui "pennelli a mare", in aula ex dirigente Girgenti Acque: "C'era il progetto per sostituirli"

L'ingegnere Francesco Barrovecchio, citato dalla difesa dell'imprenditore Marco Campione, spiega che vi fu la volontà di risolvere il problema dell'inquinamento a San Leone fin da prima del 2013

"Fin dal periodo precedente al 2013 c'era in cantiere un progetto molto significativo di adeguamento del sistema dei pennelli a mare. Girgenti Acque era consapevole dell'inadeguatezza di quel sistema di depurazione e stava cercando di risolvere il problema; naturalmente un nuovo impianto di sollevamento andava finanziato ma i progetti per andare oltre i pennelli a mare c'erano e, negli anni successivi, sono stati realizzati".

L'ingegnere Francesco Barrovecchio, ex dirigente tecnico di Hydortecne, società gemella di Girgenti Acque, racconta in aula l'impegno della società nel risolvere il problema dell'inquinamento del mare di San Leone che sarebbe stato provocato dal funzionamento dei pennelli a mare, vale a dire le condotte sottomarine dell’impianto di depurazione che avrebbero scaricato reflui sulle acque del litorale  senza un adeguato filtro provocando fuoriuscite a poche centinaia di metri.

Il processo, in corso davanti ai giudici della seconda sezione penale, presieduta da Wilma Angela Mazzara, è arrivato alle battute decisive. La vicenda, peraltro, rappresenta un segmento dell'inchiesta "Waterloo", che ipotizza l'esistenza di una vera e propria rete criminale, che avrebbe fatto capo a Marco Campione, presidente della società che gestiva il servizio idrico e nella quale è indagato pure lo stesso Barrovecchio, citato come teste dall'avvocato Lillo Fiorello, difensore di Campione.

Gli imputati di questo troncone sono cinque. Si tratta, oltre che dello stesso Campione, di Giuseppe Giuffrida, 72 anni, di Gravina di Catania, ex amministratore delegato del gestore del servizio idrico integrato nell'Agrigentino; Bernardo Barone, 69 anni, direttore generale dell'Ato idrico, di Agrigento.

Nella lista pure Pietro Hamel, 69 anni, di Porto Empedocle, dirigente tecnico dell'Ato idrico e Maurizio Carlino, 65 anni, progettista e direttore dei lavori. La Procura contesta omissioni nella gestione del servizio di depurazione. 

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