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Giustizia amministrativa

Depuratori e fogne mai realizzati, respinti i ricorsi di Girgenti acque contro il commissario straordinario

La società, all'epoca guidata da Marco Campione, sosteneva di non avere responsabilità rispetto ai ritardi nella realizzazione delle opere e contestava, quindi, l'intervento sostitutivo

Ha, con più ricorsi, impugnato i provvedimenti firmati dall'allora commissario straordinario unico per la depurazione, l'ex assessore regionale Vania Contrafatto, per scavalcare la Girgenti Acque nella realizzazione delle opere di realizzazione di fogne e depuratori per rientrare nella procedura d'infrazione europea, ma il Tar li ha respinti tutti.

Ad avanzare richiesta di annullamento dei provvedimenti che riguardano alcuni appalti come quello per la gestione delle fognature dell'agglomerato urbano di Agrigento era stata la Girgenti Acque.

In particolare la società, all'epoca guidata da Marco Campione, contestava che i provvedimenti del commissario la privavano "della possibilità di eseguire una serie di opere ricomprese nel Piano degli interventi da essa presentato e approvato dal Consorzio d’ambito ottimale di Agrigento in linea con le prescrizioni della convenzione del 27 novembre 2007". Interventi che erano in "avanzato stadio progettuale e per l’esecuzione del quali mancavano solo l’atto formale di concessione del finanziamento pubblico e l'emanazione di alcuni ulteriori provvedimenti, sempre di competenza dell'amministrazione, così da non potersi rinvenire, in capo ad essa ricorrente, alcuna responsabilità omissiva".

Insomma, la società - che pochi anni dopo sarebbe stata "cacciata" dai sindaci nella gestione del servizio idrico e che è stata poi colpita da una interdittiva antimafia, riteneva di aver fatto tutto quanto di propria competenza e di non poter essere accusata di non aver svolto quanto previsto. L'intervento del commissario l'avrebbe privata della realizzazione dei lavori (per milioni di euro) con un "potere sostitutivo non previsto dalla convenzione".

Il Tar, tuttavia, con diverse sentenze pubblicate in questi giorni, ha respinto tutti i ricorsi (che risalgono tra l'altro a diversi anni fa) sostenendo che la Girgenti Acque avrebbe dovuto impegnare il provvedimento di nomina del commissario, ritenendo che gli stessi difettino "chiaramente l’interesse al ricorso e ai motivi aggiunti (tutti peraltro rivolti avverso atti privi di valenza provvedimentale), atteso che il preteso effetto di illegittima revoca della concessione e della convenzione va ricondotto alla nomina dell’organo straordinario". Inoltre, vi sarebbe una carenza di interesse sulla vicenda dovuta al fatto che i commissari, come noto, sono nel frattempo mutati.

Le spese legali, comunque, sono state compensate. 

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