Depuratori sequestrati in tutta la provincia, prossima la conclusione della maxi inchiesta

Ad annunciarlo, davanti alla commissione Ecoreati è stato il procuratore Luigi Patronaggio

Luigi Patronaggio

La maxi inchiesta che ha riguardato la gestione del servizio idrico integrato in provincia di Agrigento e che portò, negli anni passati ad una raffica di sequestri dei depuratori (ben 12) sembra ad una svolta.

Ad annunciare come sia imminente l'avviso di conclusione delle indagini per non (al momento) indicati soggetti coinvolti nella (mal) gestione di impianti di depurazione è stato stamattina il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio che è stato ascoltato dalla commissione parlamentare d'inchiesta sugli ecoreati.

I deputati hanno chiamato il capo della procura agrigentina per fare il punto soprattutto sulla situazione delle acque reflue, sulle inchieste attualmente in corso e sulla situazione complessiva. Proprio nel tracciare (in parte) il lavoro da parte della magistratura, Patronaggio ha evidenziato come a breve arriverà l'avviso di conclusione delle indagini connesso appunto alle azioni di sequestro degli impianti che, si ricorderà, vennero prima consegnati alla Girgenti Acque, poi alla Regione e poi nuovamente alla società di gestione del servizio idrico integrato.

Patronaggio ha comunque spaziato durante il suo intervento, evidenziando anche alcune criticità rispetto alle attività svolte dagli organi di controllo (tra questi l'Arpa) e annunciato come siano in corso accertamenti sull'eventuale sversamento di acque di sentina e reflue da parte delle navi quarantena, su cui sono collocati i migranti, al largo delle coste dell'Agrigentino, in particolare Porto Empedocle.

"C'è una indagine - ha spiegato - della Capitaneria di porto. Queste acque a una certa distanza dalla costa non possono essere sversate in mare. Stiamo facendo degli accertamenti in tal senso".

Duro Patronaggio per quanto riguarda invece la situazione del depuratore di Lampedusa che, ha ribadito, "sversa direttamente in mare, a duecento metri dalla Porta d'Europa, nell'area protetta". "In questa vicenda - ha aggiunto - risultano indagati funzionari regionali, comunali e i sindaci che si sono succeduti nel tempo. Siamo prossimi alla conclusione delle indagini preliminari e quindi in procinto del giudizio".

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