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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Cronaca

"Depuratori carenti o non autorizzati", due maxi multe a Girgenti Acque

Ad ingiungere i pagamenti, dopo i vecchi sopralluoghi della polizia provinciale e del corpo Forestale, è stato il settore Ambiente e Territorio del Libero consorzio comunale

Una multa da 6 mila euro “per avere effettuato lo scarico di reflui fognari dell’impianto di depurazione del Comune di Realmonte, con autorizzazione scaduta”. E una da 1.500 euro perché “nel depuratore comunale in località Torre a Ribera veniva constata l’assenza di misuratori di portata reflui – in entrata e in uscita all’impianto – nonché dei relativi autocampionatori”. Ad ingiungere il pagamento delle somme alla Girgenti Acque – che ha sede nella zona industriale di Agrigento - è stato, negli ultimi giorni, il settore Ambiente e Territorio, Infrastrutture stradali e Protezione civile del Libero consorzio comunale.

In entrambi i casi, si tratta di verbali vecchi. Lo scorso febbraio, la polizia provinciale ha trasmesso al settore Territorio e Ambiente il verbale fatto il 23 giugno del 2014 (il sopralluogo era del 12 giugno dello stesso anno): quello con il quale sarebbe stato contestato alla Girgenti Acque la violazione “d’avere effettuato lo scarico di reflui fognari dell’impianto di depurazione del Comune di Realmonte, con autorizzazione regionale scaduta".

L’ex Provincia regionale ha citato un decreto legislativo del 2006, la cui violazione prevede sanzioni da 6 mila a 60 mila euro. “Ritenuto fondata la contestazione formulata dalla polizia provinciale – aggiungono nell’ordinanza – si emette ordinanza-ingiunzione per 6 mila euro”.

Per le presunte carenze al depuratore comunale di Ribera intervenne invece – il sopralluogo venne effettuato il 3 febbraio del 2014 – il distaccamento Forestale. Pare che, per questo caso, all’ex Provincia regionale non siano arrivati scritti difensivi, né richieste di audizioni. Il Libero consorzio ha applicato la sanzione amministrativa di 1.500 euro. Per entrambi i casi, c’è l’ingiunzione a dover pagare entro 30 giorni dalla data di notifica del provvedimento. “In caso di mancato pagamento entro il termine indicato, l’amministrazione – è stato scritto in entrambi gli atti, firmati negli scorsi giorni, – procederà ad esecuzione forzata”. 

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