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Un momento della cerimonia

Un momento della cerimonia

"Giorno della memoria", ecco a chi sono state conferite le medaglie d'onore

Il capo dello Stato, su proposta della presidenza del Consiglio dei ministri, concede questi riconoscimenti agli italiani deportati e internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l'economia di guerra

Sono Nicolò Amodeo Miliziano, deportato in un campo di prigionia in Germania dal 14 settembre del 1943 all'otto maggio del 1945, e Giuseppe Turco, deportato a Neuengamme Drutte-Watenstedt dal 10 settembre del 1943 al 5 settembre del 1946, gli insigniti delle medaglie d'onore alla memoria, conferite dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il capo dello Stato, su proposta della presidenza del Consiglio dei ministri, concede questi riconoscimenti agli italiani deportati e internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l'economia di guerra. 

turco medaglia d'onore alla memoria-2

A consegnare le medaglie d'onore "alla memoria" - in quello che è il "Giorno della memoria" per ricordare la Shoah - è stato il prefetto di Agrigento Maria Rita Cocciufa. Per Nicolò Amodeo Miliziano ha ritirato la medaglia la figlia: Mariantonia; per Giuseppe Turco ha ritirato la figlia Calogera Eleonora.  

"Giorno della memoria", 2 medaglie in memoria di deportati nei lager nazisti

miliziano medaglia d'onore alla memoria-2

Alla cerimonia di consegna che, al fine di assicurare il pieno rispetto delle misure di cautela, si è svolta in forma molto ristretta, hanno partecipato i sindaci dei Comuni  di Canicattì e Cattolica Eraclea e il presidente provinciale dell’Anpi.

Nicolò Amodeo Miliziano, cittadino originario del Comune di Cattolica Eraclea che, dalle testimonianze acquisite dalla figlia, fu chiamato alle armi nel 1939, il 2 luglio si imbarcò a Bari e sbarcò a Durazzo. Dal 28 ottobre 1940 al 23 aprile 1941 partecipò alle operazioni di guerra alla frontiera greco-albanese e da novembre 1942 a settembre 1943 partecipò alle operazioni di guerra nei Balcani. Venne catturato dai tedeschi il 14 settembre 1943 e deportato in campo di prigionia in Germania ove rimase per due anni fino all’8 maggio del 1945.

L’altra medaglia è stata consegnata a Calogera Eleonora Turco, figlia del defunto Giuseppe Turco cittadino originario del Comune di Canicattì, deportato e internato ad Neuengamme, Drutte-Watenstedt dal 10 settembre 1943 al 5 settembre 1946. Nell’occasione il prefetto ha ricordato che abbiamo il dovere non solo di commemorare una tragedia ma di porre uno sguardo fermo al passato in modo che diventi necessariamente nutrimento per il futuro. Come ha sottolineato più volte la Senatrice a vita, Liliana Segre, “coltivare la Memoria è ancora oggi un vaccino prezioso contro l’indifferenza e ci aiuta, in un mondo così pieno di ingiustizie e di sofferenze, a ricordare che ciascuno di noi ha una coscienza e la può usare”.

Il prefetto ha, anche, sottolineato che il "Giorno della memoria" serve anche a ricordare che ogni passo che si fa in direzione dell’intolleranza e dell’esclusione – anche se apparentemente non decisivo, non drammatico – porta con sé un potenziale distruttivo non governabile, anestetizza gradualmente le coscienze, abitua a considerare normale ciò che non lo è, apre la strada a derive dalle quali no si torna indietro; ed è per questo che si deve partire dalle scuole per sensibilizzare capillarmente soprattutto i più giovani che tendono a dare troppe cose per scontate. Cocciufa ha concluso la breve cerimonia con un ringraziamento alla scuola che nonostante la pandemia continua a tenere accesi i riflettori su tale tema con iniziative ed eventi legati a questa giornata attraverso mezzi di comunicazione e linguaggi diversi.

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