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(foto archivio)

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L'inchiesta "Demetra 2" porta alla luce un giro di falsi infortuni scolastici

Le dichiarazioni dei genitori "accompagnate" da certificati medici fasulli non potevano far altro che "indurre in errore l'ufficio Inail"

Falsi infortuni scolastici. L'inchiesta "Demetra 2" - dei carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Agrigento e della Procura - hanno fatto emergere anche alcuni casi in cui i genitori avrebbero dichiarato che i propri figli si erano fatti male all'interno dell'istituto scolastico che frequentavano. Dichiarazioni "accompagnate" da falsi certificati medici. Ed il tutto non poteva - secondo l'accusa di investigatori ed inquirenti - che "indurre in errore l'ufficio Inail di Agrigento che veniva determinato ad attestare falsamente un infortunio in realtà inesistente".

Attestato l'infortunio "inesistente" scattava il riconoscimento del beneficio economico, a titolo di danno biologico. Se i carabinieri del nucleo operativo di Agrigento e la Procura non avessero portato alla luce il presunto "giro" di truffe, sarebbero, poi, addirittura, scattate le cosiddette rendite vitalizie.

Per un caso di due distinti infortuni scolastici, avuti però sempre dallo stesso minore, sarebbe scattato - secondo gli atti dell'inchiesta - il riconoscimento, visto che la percentuale di invalidità era del sei per cento, di un beneficio economico di 30.622,74 euro. Per un altro, il riconoscimento di 32.860,41 euro. Per un altro ancora, 18.971,44 euro e poi un caso in cui è stato riconosciuto il beneficio di 9.597,98 euro. 

L'inchiesta che ha portato all'iscrizione nel registro degli indagati di 33 nominativi - "Demetra 2" è il nome del secondo filone di indagine - è stata coordinata dai sostituti Andrea Maggioni e Matteo Delpini.

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