Il duplice omicidio di Delia: contrasti legati a terre o animali il movente?

Stando a quanto emerge, al 74enne avrebbero fracassato il cranio. L'altro imprenditore agricolo, di 76 anni, è stato trovato sotto l'abitacolo dell'auto data alle fiamme. Le modalità del delitto lascerebbero ipotizzare un'azione non preventivata da parte dei killer

(foto ANSA)

Non sarebbe stata usata alcuna arma. L'ispezione cadaverica, effettuata durante la notte, sembra proprio che escluda l'utilizzo di un'arma da fuoco. Contrariamente a quanto ipotizzato nelle ore immediatamente successive alla scoperta del duplice delitto, nelle campagne di Delia non sarebbe stato utilizzato alcun fucile. L'ultima parola spetterà, naturalmente, all'autopsia. Con il passare delle ore e il progredire dell'attività investigativa dei carabinieri, pare proprio però che l'aggressione e dunque l'omicidio - almeno in un caso - sia avvenuta a colpi di pietra. Modalità che - se confermate dall'inchiesta dei militari dell'Arma e della Procura di Caltanissetta - farebbero escludere la pianificazione, o premeditazione, dei delitti. 

Cosa è accaduto dunque in contrada Deliella? C'è stata una discussione che s'è conclusa drammaticamente? Si presenta come un rompicapo il duplice omicidio avvenuto ieri sera nelle campagne di Delia, in provincia di Caltanissetta. Le vittime sono due fratelli, Filippo e Calogero La Monaca, rispettivamente di 74 e 76 anni, noti imprenditori agricoli  di Canicattì, entrambi incensurati.

Duplice omicidio nelle campagne di Delia: uccisi imprenditori agricoli di Canicattì

I corpi sono stati trovati nelle vicinanze di un casolare di contrada Deliella, a 100 metri l'uno dall'altro: Filippo, che era all'interno del casolare, sarebbe stato ucciso - stando a quanto emerge in questa prima fase investigativa - con un colpo di pietra alla testa che gli ha fracassato il cranio, il corpo carbonizzato di Calogero è stata trovata sotto la sua auto. A dare l'allarme sono stati i residenti delle abitazioni vicine che hanno visto l'auto in fiamme.

I carabinieri del nucleo operativo e radiomobile, con in testa il tenente colonnello Alessio Artioli, coordinati dai sostituti procuratori di Caltanissetta Nadia Caruso e Stefano Strino, stanno cercando di ricostruire la complessa dinamica di quanto accaduto, non escludendo alcuna pista. Con il passare delle ore, l'ipotesi investigativa che si va definendo ed accreditando sarebbe quella di un diverbio e discussione legata verosimilmente a questioni di terre o di animali. Nulla però viene, appunto, ancora categoricamente escluso. 

I rilievi dei carabinieri, alla luce del sole, sono ripresi stamattina. Non ci sono certezze - gli investigatori si muovono, del resto, ancora nell'ambito delle ipotesi -, ma pare che il duplice delitto possa essere stato messo a segno da più persone. Non è stata ancora esclusa però la possibilità che ad agire sia stata un'unica persona.

La Procura della Repubblica di Caltanissetta, nelle prossime ore, disporrà l'autopsia su entrambe le salme. Un esame indispensabile per ricostruire - con certezza medico-scientifica - come i due fratelli siano stati assassinati. Fra le primissime cose da appurare c'è l'interrogativo sull'eventuale utilizzo di armi. 

Nel frattempo, come procedura investigativa esige, sono ascoltati tutti i familiari e i conoscenti delle due vittime.

(ARTICOLO AGGIORNATO ALLE ORE 13,30)    

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