Lunedì, 17 Maggio 2021
Cronaca Centro città / Via Duomo

Festa della Dedicazione della Cattedrale, mons. Montenegro: "Guardiamo avanti con speranza"

L'arcivescovo di Agrigento ha rinunciato a fare una omelia e ha detto "questa sera non voglio parlare io… voglio che parli la Cattedrale e la faremo parlare sentendo il suono delle campane", quelle campane che da due anni rintoccano come segno di speranza

(foto: lamicodelpopolo.it)

In occasione della festa della Dedicazione della Cattedrale di Agrigento, il parroco don Giuseppe Pontillo e la Comunità ecclesiale di San Gerlando, hanno voluto ricordare la ricorrenza con due appuntamenti: la celebrazione dell’Eucarestia, alle 19, presieduta dal presidente del Capitolo della Cattedrale, mons. Gaetano Di Liberto, e una suggestiva veglia di preghiera serale, presieduta dall’arcivescovo di Agrigento, mons. Francesco Montenegro.

Come ricorda il sito del settimanale cattolico "L'Amico del Popolo", la Cattedrale è chiusa da due anni per motivi statici, ma questo non ha impedito che si celebrasse la ricorrenza della Dedicazione nella cappella adiacente il Duomo, detta del Crocifisso o del Coretto, che da qualche mese è stata riaperta al culto, perché non interessata al movimento franoso.

"Questo momento – ha detto l’arcivescovo nel suo intervento – è un canto di speranza. Vogliamo guardare avanti con la speranza nel cuore. Il tempo passa, le risposte non arrivano, noi siamo qui perché crediamo che qualcosa ancora è possibile. Chiediamo al Signore – ha proseguito – che dia luce a coloro che decidono di imboccare la strada giusta perché a noi sia ridata la nostra cattedrale".

"Siamo noi la Chiesa viva di Dio. Una chiesa chiusa – ha detto ai presenti – non significa che la Chiesa non c’è, ma è un invito a sentirci più Chiesa, più pietre vive".

Mons. Montengro ha rinunciato a fare una omelia e ha detto "questa sera non voglio parlare io… voglio che parli la Cattedrale e la faremo parlare sentendo il suono delle campane", quelle campane che da due anni, ogni giorno, mattino e sera, rintoccano come segno di speranza

"Però vi prego - ha detto – mettete in funzione il cuore e non solo le orecchie perché il suono di una campana è sempre parola. Queste campane – ha proseguito – ci raccontano la storia, di uomini e donne, di tanti secoli… e mentre ascoltiamo il loro suono sentiamo che anche noi siamo protagonisti di questa storia che oggi vuole continuare attraverso noi". Chi ha orecchie per intendere, intenda il suono delle campane.

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