Martedì, 16 Luglio 2024
Il concerto

La colonna sonora della vita di tutti: De Gregori e Venditti riempiono di ricordi il teatro Valle dei Templi

"Buonanotte fiorellino" e le luci spente sul palco hanno destabilizzato: mentre in tanti gridavano: "Fuori, fuori, fuori", molti - credendo che lo spettacolo fosse finito - hanno lasciato il teatro per recuperare le auto ed evitare di restare imbottigliati alla rotonda Giunone. Ma in realtà i due cantanti stavano per concedere il "bis". Il patron Bellavia: "Altro successo, è davvero una stagione di miti"

Fascia in testa e maglietta nera con la scritta, un vero e proprio must filosofico, "Che fantastica storia è la vita". Giacca sulle spalle e vistosa collana che sistematicamente restava impigliata al maglioncino dell'uomo su cui si raggomitolava, per il freddo oltre che per amore. Dai 12enni, rigorosamente accompagnati da papà, ai 75enni, tutti, a squarciagola, ieri sera, hanno cantato le canzoni che, per molti, erano anche colonna sonora di momenti importanti, indimenticabili. Francesco De Gregori e Antonello Venditti hanno riempito in ogni ordine e grado, ma lo si sapeva già, il teatro Valle dei Templi. Perché "la storia sono loro", la storia della musica italiana. Un sodalizio musicale, improntato all'amicizia vera (quella fatta anche di screzi, polemiche, diatribe che solo apparentemente sembrano inconciliabili), che risale a "Theorius Campus": il loro primo album del 1972. Anno in cui, le migliaia di 40enni e 50enni che ieri hanno affollato piano San Gregorio, non erano stati nemmeno concepiti.  

Una dopo l'altra, i due big, dopo aver aperto il concerto con "Bomba non bomba", hanno snocciolato, entusiasmando, capolavori come "La leva calcistica della classe '68", "La donna cannone", "Notte prima degli esami", "Generale", "Sotto il segno dei pesci", "Buonanotte fiorellino" e "Ricordati di me". A destabilizzare il pubblico è stata però "Buonanotte fiorellino" e il fatto che le luci sul palco si sono spente. Mentre in tanti gridavano: "Fuori, fuori, fuori", molti - credendo che il sipario fosse stato abbassato - hanno lasciato il teatro, cercando anche di velocizzare il recupero delle auto ed evitare di restare imbottigliati alla rotonda Giunone. 

Il concerto di Antonello Venditti e Francesco De Gregori al teatro Valle dei templi

Tutti, però, anche chi si è perso gli ultimi due brani, sono rimasti incantati dalla sovrapposizione del mondo di De Gregori, reattivo al mondo della politica, della storia e appassionato di etica, con quello di Venditti che resta romantico, disilluso e venato di nostalgie. Sono state tre ore ininterrotte di sorrisi e lacrime, e non soltanto per i fan più sfegatati perché quelle che appunto sono colonne sonore della vita di quasi tutti, inevitabilmente, li hanno riportati indietro, anzi trascinati, in un episodio, in un tempo specifico. A farla da padrone, per tutte le tre ore, non soltanto l'interpretazione dei due grandi, ma la forza del linguaggio delle oltre 30 canzoni che sono nel cuore, nella storia della gente.  

"Sei il mistero profondo, la passione, l'idea, sei l'immensa paura che tu non sia mia. Lo so lo sai il tempo vola, ma quanta strada per rivederti ancora per uno sguardo per il mio orgoglio quanto ti voglio. Tu sei dentro di me come l'alta marea che riappare e scompare portandomi via". 

"E non c'è sesso senza amore, nessun inganno nessun dolore, e vola l'anima leggera. Sarà quel che sarà, questa vita è solo un'autostrada, che mi porterà alla fine di questa giornata, e sono niente senza amore, sei tu il rimpianto e il mio dolore che come il tempo mi consuma. Lo sai o non lo sai, che per me sei sempre tu la sola, chiama quando vuoi, basta un gesto forse una parola". E' canticchiando "Alta Marea" e "Ricordati di me" che quarantenni e settantenni hanno lasciato piano San Gregorio, perché anche dopo 3 ore c'era ancora voglia di rievocare sentimenti ed emozioni. 

Il patron del teatro Valle dei templi, Enzo Bellavia, parla di una stagione ancora più esaltante, in termini di presenze, dello scorso anno: “Mai come stavolta - ha detto - il titolo di Festival il Mito è più calzante. Abbiamo ospitato una serie di ‘miti’ della musica uno dopo l’altro ed è stato quasi sempre sold out. Se in qualche caso non abbiamo riempito tutti i posti, poco c’è mancato. Ieri sera un’altra conferma: questo teatro è ormai l’unica realtà che propone eventi di livello così alto e l’affetto del pubblico lo dimostra in ogni occasione“. 

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