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Lunedì, 17 Giugno 2024
Cronaca

"Nessuna frase lesiva", ex vice presidente non dovrà risarcire il Comune

Palazzo dei Giganti aveva citato in giudizio Giuseppe Di Rosa per avere dichiarato che c'erano dei vizi di forma nell'insediamento del consiglio, il giudice rigetta la richiesta: "Non ha arrecato alcun danno"

Richiesta di risarcimento rigettata e condanna al pagamento delle spese di lite per quasi 2.800 euro. Il Comune perde la causa con l’ex vice presidente del consiglio, Giuseppe Di Rosa, non eletto alle ultime amministrative ma rimasto comunque nell’agone politico anche attraverso il movimento “Mani Libere” di cui è presidente.

L’ente, che è stato rappresentato dall’avvocato Antonio Insalaco, dirigente di Palazzo dei Giganti, lo aveva citato in giudizio, chiedendogli il risarcimento dei danni non patrimoniali subiti a seguito delle dichiarazioni rese da Di Rosa ad alcune testate giornalistiche con le quali aveva affermato che il Comune aveva pubblicato, oltre i termini di legge, la delibera di giuramento dei consiglieri comunali provocando “in tal modo la nullità di tale atto e di tutti gli atti successivi adottati dal consiglio”. Per l’ente, l’ex vice presidente del consiglio comunale di Agrigento aveva provocato un grave danno di immagine con le sue dichiarazioni lesive. La domanda di risarcimento, invece, è stata rigettata.

Di Rosa, che è stato rappresentato dagli avvocati Alfonso Neri e Salvatore Pennica, secondo il giudice Vincenza Bennici della sezione civile del tribunale di Agrigento, non ha provocato alcun danno all’ente e tutte le pretese del Comune, che addirittura sosteneva che le sue dichiarazioni avrebbero frenato “lo sviluppo dell’economia e la capacità di attirare investimenti”, sono state etichettate come “sfornite di prova” o “evanescenti”. “Nessuna prova, invero, - scrive il giudice - è stata fornita dall’attore per dimostrare, concretamente, che le accuse mosse da Di Rosa abbiano screditato il Comune agli occhi della collettività, minandone il prestigio; né è emerso che le dichiarazioni per cui è causa abbiano avuto un seguito giornalistico, con la conseguenza che è impossibile valutare l’impatto sociale che le stesse hanno avuto nella comunità agrigentina; nè risulta se quelle dichiarazioni abbiano avuto una risonanza a livello nazionale o addirittura (come sostiene il Comune) internazionale, il che rende la doglianza priva di fondamento”.

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