rotate-mobile
Mercoledì, 26 Gennaio 2022
Cronaca

Consorzio universitario: le casse languono, ecco tutti i debitori di Ecua

Ci sono comuni che non versano nulla da un decennio, altri enti che non hanno inserito in bilancio le somme necessarie per pagare il dovuto

L'elenco dei debitori, soprattutto di coloro che hanno già ricevuto i decreti ingiuntivi è lungo, lunghissimo. E in alcuni casi, ulteriore danno e certificata beffa, si tratta di importi risalenti anche a 10 anni fa. Poche migliaia di euro che però i Comuni della nostra provincia hanno "dimenticato" a versare a quello che all'epoca era il Cupa e oggi si chiama Ecua.

Un "vuoto" che si è tradotto adesso in ammanchi di bilancio per l'università agrigentina, che nel tempo ha inserito tra le somme in entrata questi importi senza che però i primi cittadini provvedessero concretamente a versare il dovuto.

Ad aver ricevuto dei decreti ingiuntivi sono il Comune di Naro (debito 5.165 euro per i contributi dovuti nel 2011), il Comune di Aragona (debito 10.329 per i contributi dal 2017 al 2020) il Comune di Sciacca (12.395 euro per i contributi per gli anni 2017/2018); il Comune di Porto Empedocle (41.061 euro); il Comune di Racalmuto (60mila euro per contributi non versati negli ultimi 10 anni).

Procedure esecutive cui si è giunti dopo ripetuti solleciti da parte del Consorzio Universitario, con solo tre comuni che al momento stanno recuperando il dovuto: si tratta di Raffadali, Bivona e Agrigento. 

Molto più complesso è il discorso se guardiamo al debito della Camera di commercio che avevamo già anticipato nei giorni scorsi: l'ente deve al momento 357.385,10 euro e non paga i propri canoni da più di cinque anni nonostante, pare, i vari solleciti e le intimazioni al pagamento che in tutti questi anni il Consorzio ha inviato, tanto che Ecua sembra oggi pronta a ricorrere anche in questo caso alle vie legali.

Tra l'altro l'attuale situazione rischia di creare anche un "limbo" di tipo decisionale: ai sensi dello statuto del Consorzio, non sottoscrivendo un piano di rientro e non saldando il debito, i soci morosi non hanno diritto di partecipare all’Assemblea. La stessa Camera di Commercio, tra l'altro, ha tentato di saldare il debito mettendo a disposizione immobili e personale: un'ipotesi contemplata dallo Statuto, ma non in questo caso dato che Ecua ha già inserito in bilancio gli importi e non potrebbe oggi trovarsi con questo "buco" nei conti. Sarà, quindi, battaglia legale?

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Consorzio universitario: le casse languono, ecco tutti i debitori di Ecua

AgrigentoNotizie è in caricamento